mercoledì 14 novembre 2012

L'alpe Veglia, nel cuore del Piemonte, è un trionfo di colori

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14 novembre 2012 * Turismo e Gastronomia/ Escursioni e Gite/ Itinerari e luoghi/


L'alpe Veglia, nel cuore del Piemonte, è un trionfo di colori
Ottobre: ad un cielo spesso grigio, ovattato, nascosto dalle prime nebbie o da frequenti perturbazioni fa da contraltare la vivacità dei colori degli alberi che, ingialliti dall'autunno, iniziano a perdere le foglie in attesa dei rigori dell'inverno. In alta montagna i protagonisti di queste settimane sono i larici, le uniche conifere sulla nostra penisola a non esser ‘sempreverdi’ e che dunque accendono altipiani e pendii con una calda ed intensa gamma di colori. L'alpe Veglia, nel cuore del Piemonte più settentrionale, è un altopiano erboso racchiuso da cime di altezza superiore ai tremila metri i cui pendii sono punteggiati proprio dalle vivaci tinte dei larici.
Tra queste vette, che segnano peraltro il confine con la Svizzera, spicca la sagoma del monte Leone, alto 3553 metri. Dal 1978 l'alpe è tutelata da un parco regionale (il primo del Piemonte) e dal 1995 all'area protetta si è aggiunta la vicina conca di Devero, poco più a nord.
L'ESCURSIONEUna mulattiera conduce dai 1320 mslm della frazione San Domenico, comune di Varzo, fino ai 1750 metri di quota dell'alpeggio. La traccia è abbastanza agevole - viene percorsa anche dai fuoristrada autorizzati - ma davvero ripida e priva di momenti di tregua. La breve estensione, tuttavia, rende questa escursione accessibile a tutti. Dai verdi prati della piana di Nembro, dunque, ci si inerpica su un ripido pendio caratterizzato da scure rocce montonate: in pochi minuti si arriva a dominare la profonda forra del Groppallo, in fondo alla quale scorrono le impetuose acque del torrente Cairasca. La traccia infine spiana ed entra in un ombroso boschetto. Sorprende dunque l'improvviso aprirsi dell'alpe Veglia: si lasciano alle spalle le tinte oscure e l'asprezza della forra glaciale per abbandonarsi ad un placido alpeggio punteggiato da antiche baite che rimandano ad un'ormai perduta epoca in cui l'altopiano era popolato da contadini e pastori, boscaioli e cacciatori. Cianciavero è il più suggestivo di questi insediamenti, piccoli gruppi di case in pietra locale a vista e tetti in piode. Uncomodo sentiero si snoda lungo la piana di Veglia e sfiora i suoi cinque ‘paesi’. L'alpe, tuttavia, può essere anche una prima tappa intermedia: passeggiate più o meno impegnative conducono al vicino laghetto delle Streghe — suggestivamente immerso in un rigoglioso lariceto — o ai più distanti laghi del Bianco o di Avino, posti appena fuori del limite del bosco.
 
Notizie utiliCOME ARRIVARE Si esce dalla tangenziale ovest di Milano percorrendo la A8 dei Laghi per poi proseguire lungo la A26 fino a Gravellona Toce dove l'autostrada termina e confluisce nella superstrada della val d'Ossola. Poco oltre Domodossola si prosegue per Varzo e da lì verso San Domenico e la piana di Nembro.
ULTERIORI INFORMAZIONI
www.parcovegliadevero.it per informazioni sulla storia e la natura del parco e sulle escursioni da compiere in questo angolo di Piemonte.

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