lunedì 26 novembre 2012

Indagine annuale sulla qualità della vita del Sole, svetta Cune, segue il Verbano-Cusio-Ossola

http://www.lospiffero.com/marciapiede/si-sta-meglio-in-provincia-7618.html

26 Novembre 2012, ore 10,57

Simone Vittorini

Si sta meglio in provincia


Nell'indagine annuale sulla qualità della vita del Sole 24 Ore, svetta Cuneo (al 15°posto), segue il Vco al 38°. Torino a metà classifica: emergenza micro-criminalità, ma al top per risparmio e pensioni. Turismo ancora in difficoltà

Senza infamia e senza lode. Nella annuale ricerca, condotta da Il Sole 24 Ore, sulla qualità della vita nelle province italiane, Torino scala la classifica nazionale e si assesta al 43° posto. Un progresso rispetto alla 51° posizione dell’anno precedente, ma comunque lontana dall’eccellenze della top ten che vede Bolzano vincitrice. Condotta su 107 province, l’indagine si basa sui dati 2011 di sei settori, suddivisi a loro volta in sei indicatori, che analizzano ambiente, sicurezza, occupazione, popolazione, tempo libero, tenore di vita. Sei capitoli che mettono sotto indagine la vivibilità delle città e delle provincie italiane e che dimostrano come le piccole realtà riescano a reggere la crisi attraverso una rete di socialità, che sembra essere sconosciuta alle grandi.

Nel report generale sale tra le prime venti Cuneo, soprattutto grazie al piazzamento nella categoria "affari e lavoro", con un rispettabilissimo 15° posto; seguono tra le province piemontesi Verbano Cusio-Ossola (38° posto), Asti (46°) e Vercelli (58°). Ma se Cuneo sembra essere il fiore all’occhiello della regione, con la sua intraprendenza, soprattutto giovanile, e il suo spirito d’iniziativa, Torino e provincia sembrano soffrire di diversi problemi, soprattutto legati nella sicurezza che la vede, nella scala riguardante l’ordine pubblico, ad un allarmante 102° posto, molto lontano dalla sicura Vco che si conquista un dignitoso 7° posto. Ovviamente grandi aeree hanno grandi problemi, ma tra microcriminalità, rapine, appartamenti svaligiati e via dicendo sembra proprio che Torino non sia uno dei posti più tranquilli e sicuri d’Italia. Un posto in cui, stando ai dati delle anagrafi, è più difficile crescere i propri figli, se addirittura il capoluogo a un tasso di natalità decisamente inferiore (al 52° posto in Italia), rispetto a Cuneo (34°).

Magari non è tecnologica come regione (bisogna arrivare fino alla trentesima posizione per vedere una provincia piemontese nell’indicatore della connessione veloce e di copertura della banda larga), ma gli indici Legambiente premiano con un bel primo posto Vco nella pagella ecologica, con un 15 a Cuneo. Persino Torino riesce a risalire la china, e togliersi un po’ di quello sporco che le attribuisce la nomea di “città più inquinata d’Italia”, arrivando alla 55° posizione.

Ma si scende di graduatoria se prendiamo in considerazione il tempo libero, lontana dall’eccellenza di Rimini, Torino è al 33° posto, prima piemontese, ma non per questa degna di particolare elogio. Indicatori come numero di librerie per abitanti, numero di spettacoli e indice di creatività, registrano un Piemonte non proprio vivo e vitale, e sebbene come appeal turistico Vco si conquista un interessante 13° posto, Torino e provincia sono in 71° posizione: un piazzamento non molto entusiasmante. Al contrario come tenore di vita (ricchezza prodotta, risparmi, importo medio di pensione al mese) il capoluogo piemontese è tra le prime quindici province, dimostrandosi ricca e risparmiatrice.

L’indagine del Sole 24 Ore mostra un’Italia a macchia di leopardo, dove le grandi città e le grandi province escono disorientate e a testa basta dall’onda travolgente della crisi, a cui invece sembrano resistere piccole realtà, tenaci ed energiche.

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