mercoledì 17 ottobre 2012

Un atto d’amore per le Alpi e la Montagna delle Valli dell' Ossola

http://camoscibianchi.wordpress.com/2012/10/17/un-atto-damore/

17 OTTOBRE 2012

BEPPELEY

Un atto d’amore per le Alpi


Foto di paologiac dal post “Cicogna”
Mentre paologiac scriveva il suo ultimo post “Cicogna“, citando anche Paolo Crosa Lenz, io stavo ricevendo via DHL proprio un libro di questo scrittore. Ovviamente nessuno di noi due sapeva che stavamo invocando il medesimo personaggio.
Mentre due camosci si immergevano nelle loro montagne da sogno, qualcuno qui, su questo blog, tirava in ballo l’amore verso gli animali assimilandoli ad un mero bersaglio.
Mentre qui si discuteva di vita e di morte, Suor Giuliana Galli stava presentando il suo libro: “Non nominare amore invano“.
Non intendo aprire alcuna polemica su quanto è stato detto sulla caccia, soprattutto da chi la pratica. Ho però riflettuto su quanto qui non è stato commentato, su quello che, forse, sarebbe stato giusto leggere da parte della maggioranza di voi.
Lo confesso apertamente: avrei voluto leggere interventi decisi contro chi banalizza quella parola assimilandola ad un gesto di morte.
Avrei voluto che molti di voi si “scagliassero” contro quella forma attualissima di nichilismo che ci impedisce tutti i giorni di reagire di fronte alla deriva delle parole. E alla loro banalizzazione.
Indignarci. Questo era giusto fare.
Forse avrei dovuto parlare di una Contessa cacciatrice (grazie alla segnalazione del blogger aghost), anziché di Marco, per riuscire a leggere su questo blog qualche commento indignato come invece lì si possono leggere?
Non ce l’ho assolutamente con Marco Sartori ma, sinceramente, da un bravo cacciatore ed escursionista come lui mi sarei aspettato semplicemente che qui dicesse, senza ipocrisia:
“Mi piace sparare agli animali”.
Quello è l’atto. L’atto che precede la morte di un animale.
Avrei tanto voluto pubblicare quanto lui mi ha inviato via mail, sulla sua ascensione alla Torre d’Ovarda, ma aver utilizzato una parola così importante, per rappresentare un rito di morte, mi ha dato fastidio. Troppo.
Trent’anni. Ditemelo voi.
Ditemelo voi se può durare trent’anni un atto d’amore.
Ditemi voi se non c’è infinita bellezza nell’immaginare un uomo che, volendo manifestare il proprio amore per la sua terra, ha dedicato trent’anni della propria vita.
Una volta lessi da qualche parte che…
per fare del male basta prendere una pietra e scagliarla contro il primo che passa…per fare del bene invece il percorso da compiere è un po’ più lungo, tortuoso e faticoso“.
Di fronte a quanto qui di seguito potete leggere, io mi sono commosso:
“Questa raccolta di fiabe e leggende di Val d’Ossola vuole essere prima di tutto un atto d’amore verso questa terra di alte montagne, di boschi e alpeggi, di valli profonde e villaggi di legno e pietra. E’ anche un atto d’amore per le Alpi, il mondo delle alte montagne.”
Il libro di Paolo Crosa Lenz si intitola “Leggende delle Alpi – Il mondo fantastico in Val d’Ossola” e rappresenta il frutto di trent’anni di ricerche che hanno permesso di creare un catalogo del mondo fantastico dei montanari ossolani.
Dopo aver sentito e visto quella parola mortificata, banalizzata, ridotta a niente - come oggi troppo spesso si usa fare con una facilità impressionante - consumata in qualche scambio di commenti sull’attività venatoria e poi gettata nel nulla, dopo tutto questo ho pensato di riprendere quella parola e di darle la giusta collocazione nel cuore dei grandi uomini.
Un atto d’amore per le Alpi, per i sogni e le paure dei montanari di sempre, la loro diffidenza, ma anche lo sguardo divertito verso la vita, l’accettazione di fatiche e sofferenze che il vivere in montagna comporta.
Questo gesto d’amore presenta duecento leggende e fiabe popolari della Val d’Ossola. La memoria storica dei contadini di montagna, di pastori e boscaioli costruisce l’identità di un territorio. Niente è inventato. E’ la cultura tradizionale degli uomini delle Alpi che parla con la voce dei narratori.
Un inno all’amore, quello vero, sincero, da parte di chi davvero ama la montagna e il suo ambiente naturale.

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