lunedì 15 ottobre 2012

Nei villaggi di pietra la storia dell'Ossola

http://www.tuononews.it/2012/10/15/news/villaggi-pietra-storia-Ossola-708436/detail.aspx


15/10/2012 * Rubriche - Un'occhiata dietro l'angolo...

di Amelia Boccassi

Nei villaggi di pietra la storia dell'Ossola

Inizialmente luogo di culto pagano, diveniva torre di segnalazione, dopo essere stato opportunamente alzato. Nei dintorni si può visitare il complesso megalitico di Croppola, dove si trovano i caratteristici menhir, risalenti probabilmente al secondo millennio a. C.
Proseguendo si raggiunge Vignamaggiore, poche case tra i vigneti. Si nota subito, però, il palazzetto settecentesco dei Mattei di Albogno, successivamente chiamato Villa Porta. Gli abitanti sono chiamati chiorp, corvi, per la consistente presenza di tali volatili nella zona. Gli abitanti di ogni frazione hanno un loro soprannome. A Pontetto ci sono i cadreghit, costruttori di sedie, a Chiesa gli scota-sol, per l’esposizione al sole dei caseggiati. Dalla piazzetta di Vignamaggiore parte una strada che sale verso Naviledo, i cui solai ospitavano segale e granoturco lasciati ad essicare. Nei giorni festivi, a Giosio si possono visitare l’antico torchio e il forno comunitario. Tra boschi di castagni è stata trovata una grotta, probabilmente una tomba antichissima. Uscendo dai boschi si giunge ad Altoggio, la frazione più alta, un tempo più abitata.
Con il lavatoio del 1880 si può visitare l’oratorio di San Giovanni. Si scende poi toccando Nava, nota per la purezza cinquecentesca delle case, quindi Chiesa, la frazione più importante, con la parrocchia di Santa Maria Assunta, di origine romanica. Le altre due navate sono state aggiunte nel 1700. Poco distante c’è il campanile, realizzato, si presume, nel XVI secolo. Si tratta di una sorta di capsula che racchiude il campanile romanico, alto 24 metri, del XII secolo. Percorrendo in discesa il sentiero a fianco del municipio, si arriva a Lomese, un villaggio caratterizzato da case-forti di famiglie nobili. Quindi si approda a Castelluccio, piccola frazione disabitata, il cui nome deriva dal castello del XII secolo, ormai ridotto ad un rudere. Di qui si può tornare a Pontetto. Proseguendo da Domodossola verso la Svizzera, nella superstrada del Sempione, non si può evitare di incontrare, con quel campanile, questo itinerario d’eccezione, al quale si interessano ricercatori e studiosi.

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