martedì 23 ottobre 2012

Il Consiglio regionale discute il futuro delle province del Piemonte: il Quadrante Novara-Vco-Vercelli-Biella

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23.10.2012 - TORINO

Il Consiglio regionale discute il futuro delle province del Piemonte


Al centro del dibattito è proprio il Quadrante Novara-Vco-Vercelli-Biella


Il Consiglio regionale del Piemonte sta discutendo la proposta di riordino delle Province da inviare al Governo entro oggi, ultimo giorno utile per esprimersi, e oltre cento sindaci in fascia tricolore affollano il cortile e gli spazi riservati al pubblico nell'aula consiliare. Rappresentano gli oltre 150 Comuni delle Province di Biella e Vercelli, quasi tutti contrari alla proposta varata dal Consiglio delle Autonomie Locali del Piemonte, che prevede di accorpare Biella e Vercelli con Novara e Verbano-Cusio-Ossola.
La proposta oggi sul tappeto prevedeva inizialmente di confermare la proposta del Consiglio delle Autonomie, che riduce a quattro le attuali otto Province piemontesi. Resterebbero Torino e Cuneo, Asti verrebbe unita con Alessandria, e nascerebbe una grande Provincia che ingloberebbe le rimanenti.
Poiché però le rivendicazioni di Biella e Vercelli hanno dalla loro il fatto di rientrare nei parametri indicati dal Governo, il Consiglio regionale sta discutendo su un documento aperto, che prevede due soluzioni alternative: quattro oppure cinque Province. Ma anche su questo c'è disaccordo: cinque emendamenti e tre ordini del giorno che verranno votati nel pomeriggio chiedono rispettivamente di mantenere Asti (Valle, Progett'Azione e Motta, Pd) oppure di far nascere una Provincia del Sud Piemonte che raccolga Cuneo, Asti e Alessandria (Valle e Motta), o ancora di mantenere la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, tenendo conto della sua specificità montana (Lega). C'è poi l'emendamento a favore dell'unione di Biella e Vercelli a firma del capogruppo del Pdl, Luca Pedrale. E c'è chi, come il capogruppo dell'Idv Andrea Buquicchio, è per l'abolizione di tutte le Province e voterà contro qualsiasi proposta finale.
In aula questa mattina era presente anche il presidente della Giunta regionale, Roberto Cota, che ha dichiarato la propria contrarietà all'impianto previsto dal Governo, sottolineando come lo Stato abbia così scaricato sugli enti locali la tensione dell'attuale «guerra tra territori».

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