mercoledì 31 ottobre 2012

Piemonte, le Province passano a cinque. Novara ai confini del '92: Accorpate Novara e Verbano Cusio Ossola, Asti e Alessandria, Biella e Vercelli. La riforma entrerà in vigore dal 2014

http://edizioni.lastampa.it/novara/articolo/lstp/22910/


NOVARA
31.10.2012 - IL DECRETO LEGGE DEL GOVERNO MONTI

Piemonte, le Province passano a cinque. Novara ai confini del '92

Accorpate Novara e Verbano Cusio Ossola, Asti e Alessandria, Biella e Vercelli. La riforma entrerà in vigore dal 2014


La nuova mappa delle Province italiane ridisegnata dal decreto approvato oggi dal governo cancella oltre trenta amministrazioni e accorpa realtà territoriali che dovranno mettersi insieme a partire dall’anno prossimo. Dalle attuali «86 province a statuto ordinario» che diventano 107 contando anche quelle a statuto straordinario si passerà a «51 province» e il numero è «comprensivo delle città metropolitane», specifica il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi.  

In Piemonte le Province passeranno da otto a sei. Il governo ha decretato l’accorpamento di Asti e Alessandria, Biella e Vercelli, Verbano Cusio Ossola con Novara. «Avevamo due ordini di problemi, uno che riguarda la Lombardia e in parte anche il Veneto e poi abbiamo la zona piemontese»., ha spiegato Patroni Griffi a proposito del riassetto geografico delle province settentrionali. «Per il Piemonte avevamo due proposte diverse dal territorio - ha detto - i Cal avevano proposto un’unica provincia del quadrante e la Regione aveva proposto Biella e Vercelli e Novara e Verbano Cusio- Ossola. Il governo ha scelto la più prudente delle due, e quindi una soluzione che consente il passaggio da quattro a due anziché da quattro a una».  

Il riordino delle Province italiane sarà pienamente operativo nel 2014: nel novembre del 2013 si terranno le elezioni per decidere dei nuovi organismi. Con questo decreto «si compie un processo di portata strutturale e ordinamentale», ha commentato Patroni Griffi, che ha sottolineato che la tempistica messa a punto fa emergere «la chiara volontà, che ci si augura condivisa dal Parlamento, di ritenere questo processo di riorganizzazione ormai irreversibile».

Mappa:
http://www.lastampa.it/2012/10/31/italian-regions-provinces-cd8z9FuSCDDCXUI1yLAbhI/pagina.html


Province, il Consiglio dei ministri ha deciso: Novara con Vco e Biella con Vercelli


http://www.oknovara.it/news/?p=64527

31 OTT 2012

Monica Curino

Province, il Consiglio dei ministri ha deciso: Novara con Vco e Biella con Vercelli

NOVARA – Si torna a vent’anni fa, almeno per quanto riguarda la riunificazione delle Province di Novara e del Verbano Cusio Ossola, che ora tornano insieme e costituiscono una sola Provincia. Analoga situazione si presenta per le Province di Biella e Vercelli, che si erano separate più di recente e che ora, con il decreto di riordino delle Province, tornano a essere una sola Provincia.
E’ quanto ha deciso il Consiglio dei ministri, che, nella giornata di oggi, mercoledì 31 ottobre, ha approvato il decreto di riordino delle Province e città metropolitane.
In Piemonte tramonta l’idea del Quadrante, tanto sostenuta dal presidente della Provincia di Novara, Diego Sozzani, ma anche dal territorio, e vince invece quanto deciso una settimana fa dal Consiglio regionale, con eccezione della situazione relativa ad Asti. In questo caso, infatti, il Consiglio regionale aveva lasciato sopravvivere la Provincia astigiana. Quanto deciso oggi dal Consiglio dei ministri indica al contrario che Asti sarà unificata ad Alessandria.
Le Province piemontesi saranno quindi:  Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Biella-Vercelli, Novara-Vco.
Una ‘nuova Italia’, dunque. Il decreto ha fortemente ridotto il numero delle Province presenti in Italia. Ora saranno 51, comprese le città metropolitane. La riforma sarà attiva a partire dal 2014 e a novembre del 2013 si terranno, invece, le elezioni per decidere i nuovi vertici.
Per quanto riguarda le Province delle Regioni a Statuto speciale, il governo se ne occuperà successivamente.

martedì 30 ottobre 2012

La vita, lo sci, la passione. Blardone si racconta all'indomani dell'esordio in coppa del mondo


http://edizioni.lastampa.it/vco/articolo/lstp/22754/

30.10.2012

VINCENZO AMATO

ALL'INDOMANI DELL'ESORDIO IN COPPA DEL MONDO
La vita, lo sci, la passione. Blardone si racconta al Rotary Club di Orta
Stasera alle 20 il campione di Pallanzeno ospite dell'hotel San Rocco

All’indomani della gara di Solden, esordio stagionale della Coppa del Mondo di sci, Massimiliano Blardone, uscito nella prima manche, sarà ospite  stasera del Rotary Club Orta San Giulio.

Il campione di Pallanzeno verrà intervistato da Paolo Brusorio, vice responsabile della redazione sportiva de "La Stampa", e parlerà della sua esperienza di uomo e di atleta, dagli esordi sulle piste di casa in Val d’Ossola alle gare in tutto il mondo. Max  è anche diventato padre pochi mesi fa. L’incontro  è alle 20 all’hotel San Rocco.

Salta l'unione dei comuni Ossolani: a fine anno scomparirà la Comunità Montana Valle Ossola


http://edizioni.lastampa.it/vco/articolo/lstp/22769/

30.10.2012 - DOMODOSSOLA

RENATO BALDUCCI

Salta l'unione dei comuni Ossolani

A fine anno scomparirà la Comunità montana, per il futuro le valli scelgono l'autonomia

La Comunità montana delle Valli dell’Ossola sparirà alla fine dell’anno e quella che nascerà da gennaio non sarà più l’unione dei 38 comuni dell’Ossola. L’unità è rotta e a sancirlo è la decisione delle valli Antigorio Divedro Formazza (diverse amministrazioni vicine al centrodestra e alcune al centrosinistra) di rompere il fronte ossolano, che potrebbe ulteriormente indebolirsi se anche in valle Antrona e in valle Vigezzo si divideranno formando altre unioni.

Verbano Cusio Ossola: artigiani, le criticita’ si fanno sentire

http://www.etribuna.com/aas/istituzioni-locali-othermenu-80/39125-vco-artigiani-le-criticita-si-fanno-sentire-.html

Martedì 30 Ottobre 2012

VCO: artigiani, le criticita’ si fanno sentire

Resta negativo nel Verbano Cusio Ossola il tasso di crescita del comparto artigiano. Nel terzo trimestre dell’anno si registrano 52 nuove iscrizioni e 70 cessazioni.  L’andamento è negativo un po’ in tutta Italia.

Lo stock delle imprese artigiane si attesta a 4.812 unità  e rappresenta oltre il 34% delle imprese provinciali.
Questo è quanto emerge dall’analisi della Camera di Commercio del VCO sull’andamento del III° trimestre 2012.
In termini percentuali, tra luglio e settembre lo stock delle imprese artigiane ha subito una flessione: -0,37%, dato in linea con quello dello scorso anno (-0,36%). Criticità sono più accentuate nel VCO rispetto alla media italiana (-0,10%) e regionale (-0,13%). A livello locale le nuove iscritte nel terzo trimestre sono 52, più dello scorso anno (42 in v.a.) ma quasi dimezzate rispetto a quelle registrate nel 2009. Da segnalare però che sono in aumento anche le cessazioni, almeno rispetto allo scorso anno: da 60 nel terzo trimestre 2011 a 70 unità nello stesso periodo del 2012. Rispetto al III° trimestre 2009, nel periodo pre-crisi,  si registra un calo di oltre 230 unità. A livello nazionale, guardando al comparto delle imprese artigiane, il quadro del trimestre fa emergere i punti di tensione del sistema imprenditoriale. Nel 2012, per la prima volta negli ultimi dieci anni, il saldo tra iscrizioni e cessazioni nel III trimestre dell’anno è risultato negativo. E’ la  variazione trimestrale di  manifatturiero, costruzioni, trasporto e magazzinaggio, che complessivamente rappresentano quasi l’80% delle imprese artigiane, a  determinare la variazione trimestrale negativa. Anche nel VCO poco più del 44% delle imprese artigiane provinciali opera nel settore edile. Se a questo aggiungiamo il 23,7% circa delle imprese manifatturiere è evidente come l’andamento di questi due settori, che insieme sfiorano il 70% del totale e che negli ultimi anni hanno avuto andamenti negativi, influenzi il comparto artigiano. Il numero delle imprese edili ammonta a 2.125 unità, più di 1.500 sono tinteggiatori, impiantisti ed idraulici (lavori di costruzione specializzati). Rispetto allo scorso anno le imprese di questo settore sono diminuite di 83 unità in v.a. (163 rispetto al terzo trimestre 2009). In flessione, sia rispetto al 2011 che al 2009, anche il comparto manifatturiero e quello dei trasporti.
Sostanzialmente stabili gli altri settori, tra cui il comparto turistico (alloggio e ristorazione) e quello relativo al  commercio.
Se analizziamo la forma giuridica delle imprese del comparto artigiano si conferma la prevalenza sul territorio provinciale delle ditte individuali, che continuano a rappresentare oltre il 78% dell’universo artigiano. Il dato è in linea con la media nazionale (78%). In provincia, tassi di crescita positivi per tutte le forme giuridiche, eccezion fatta per le ditte individuali (-0,5%).

sabato 27 ottobre 2012

Salone Internazionale del Gusto 2012: la provincia di Verbania e il suo Ossolano verso il Dop

http://www.mondodelgusto.it/2012/10/27/salone-internazionale-del-gusto-2012-provincia-verbania-suo-ossolano-verso-dop/


27.10.2012

Redazione 21

Salone Internazionale del Gusto 2012: la provincia di Verbania e il suo Ossolano verso il Dop
Sabato 27 ottobre a Torino

La produzione casearia delle valli dell’Ossola in ‘passerella’ al Salone Internazione del Gusto: sabato 27, alle ore 13,30, lo Spazio ‘IncontraPiemonte’ della Regione, al padiglione 2 – stand 2F 051 – ospiterà la presentazione e degustazione guidata dal titolo “Ossolano: un grande formaggio sulla via della DOP”.

L’iter di riconoscimento per l’assegnazione del marchio di qualità è a buon punto: le istituzioni provinciali restano in attesa del nulla osta ministeriale e comunitario che consentirà ai formaggi delle valli ossolane di crescere in termini di immagine a fronte di valori nutrizionali e di sapore che non hanno bisogno di molte parole.

La presentazione delle qualità organolettiche del formaggio ossolano, dell’ambiente naturale e metodi di allevamento che le determinano - all’interno dell’evento internazionale dedicato all’enogastronomia e ai suoi protagonisti, al cibo e ai suoi produttori da tutto il mondo – sarà a cura di Giovanni Tacchini, presidente del Consorzio di Tutela del Formaggio Ossolano e Roberto Garrone, viticoltore ed enologo.

Riordino delle Province Piemonte, decisione rinviata al 31 ottobre

http://www.oknovara.it/news/?p=64266

27/10/2012

Redazione online

Riordino delle Province, decisione rinviata al 31 ottobre

NOVARA - Nuovo assetto delle Province: la decisione del Consiglio dei Ministri, attesa per ieri venerdì 26 ottobre, è stata rinviata al 31. Bisognerà attendere fino a mercoledì, dunque, per sapere se Novara “farà Provincia” solo con il Verbano Cusio Ossola oppure anche con Vercelli e Biella, concretizzando la cosiddetta “Provincia di Quadrante”. Denominazione, questa, che non piace affatto a Luigi Torriani, l’esponente novarese della Democrazia cristiana. “Ma si poteva chiamare una provincia Quadrante? Ma dov’è ‘sta città di Quadrante? – domanda infatti Torriani in una nota – Ma ci rendiamo conto a che livello di confusione sono arrivati questi politici, non solo quelli del Piemonte sia chiaro, che si allontanano sempre più dalle problematiche reali  della gente?”. E mentre l’Amministrazione provinciale di Novara starebbe valutando se uscire dal Comitato delle Autonomie locali, sul riordino delle Province sono intervenuti, per l’Udc novarese, il  presidente Giuseppina De Vito e il segretario Antonio Pedrazzoli, per i quali “la vicenda rappresenta, purtroppo, l’ennesimo esempio di come oggi la politica sia incapace di avere una visione a lungo termine e sia mossa da interessi puramente personali ed elettorali. Il voto espresso questa settimana in Consiglio Regionale impedisce la nascita di una grande provincia che avrebbe visto svilupparsi importanti sinergie, soprattutto economiche, tra Biella, Novara, Verbania e Vercelli. In particolare stigmatizziamo la condotta schizofrenica del Pdl che da un lato con suoi importanti esponenti locali si è espresso a favore del “quadrante” mentre dall’altro con la votazione di questa settimana lo ha di fatto affossato. L’Udc novarese auspica che il Governo ponga rimedio alla scellerata decisione del Consiglio regionale del Piemonte”.


venerdì 26 ottobre 2012

Presenze turistiche Verbano Cusio Ossola: in crescita nei primi 9 mesi del 2012


http://www.verbanianotizie.it/?n=7551

26 Ottobre 2012, 17:27 * Verbania Notizie » Cronaca » Verbania

Graziano Massimini

Turismo nel Vco +1%
Il VCO in controtendenza rispetto all’andamento nazionale registra quasi l'1% in più nelle presenze. Fattori trainanti restano i turisti stranieri (in particolare tedeschi) e il settore extra-alberghiero.

Dato in controtendenza, rispetto allo scenario nazionale, quello delle presenze nei primi nove mesi del 2012 nel Verbano Cusio Ossola registrato dall’Osservatorio provinciale sul Turismo.

“Mentre il mercato turistico italiano deve far fronte a un calo che sfiora il 6%, il VCO presidia il suo dato migliore di sempre – quello dello scorso anno con 2.488.052 presenze – salendo ancora di 0,90% pari a 2.510.501. E va sottolineato che si tratta di un dato parziale. Stando alle tendenze delle scorse stagioni – evidenzia l’Assessore Provinciale al Turismo Guidina Dal Sasso – ottobre, con il prolungamento dell’apertura di molte strutture ricettive e un inizio di autunno per lo più tiepido, è ancora un buon mese. I dati definitivi dovrebbero dunque farci tranquillamente doppiare il 1% che di questi tempi è un risultato tutt’altro che da sottovalutare”.

Ancora una volta sono gli stranieri a consentire al turismo tra ‘laghi e monti’ di emergere con un saldo positivo (a fine settembre 988.904 sui 965.231 del 2011, mentre gli Italiani arretrano da 326.934 a 291.314). Un chiaro effetto crisi, tangibile nel mercato interno: sono gli affezionati di sempre, i Tedeschi, a salvaguardare i livelli di presenze (+ 5,34 da 765.795 a 806.673). Decrescita nelle presenze olandesi che scendono da 420.236 a 418.487 (– 0,42%) e francesi da 177.031 a 169.408 (– 4,31%), ma tornano gli Inglesi con un +3,48% (con un incoraggiante aumento dei turisti del Regno Unito da 138.817 a 143.650), così come crescono gli Svizzeri: del 6,13% arrivando a 156.103 presenze (nel 2011 si fermavano a 147.093).

Per quanto riguarda i pernottamenti sono gli esercizi extra-alberghieri a trainare in positivo la ricettività (+ 2,88%), mentre arretrano – anche se sotto il punto percentuale – i soggiorni in albergo (-0,92%).

In generale i posti letto crescono passando da 36.147 a 36.582. Invariato il numero delle strutture alberghiere – 238 – che con recenti ristrutturazioni aumentano i posti letti a disposizione (da 13.212 a 13.259). Ma sono soprattutto le case-vacanze a dare una spinta all’ampliamento dell’offerta ricettiva in ambito extra-alberghiero: le strutture salgono da 347 a 371, i posti letto da 22.935 a 23.323.

“La ‘tenuta’ turistica del VCO si deve alle presenze che, con dati aggiornati a settembre, salgono di 22.449 pernottamenti. Parliamo quindi di un prolungamento dei soggiorni che per l’extra-alberghiero arrivano a 6 giorni (3 per l’alberghiero per una media complessiva di 4 giorni). Ciò significa che il territorio deve maggiormente coordinarsi e ottimizzare le proprie risorse per offrire ai turisti migliori servizi di accoglienza, nuovi motivi di animazione, ulteriori spunti di interesse e richiamo, che sono uno degli obiettivi del progetto provinciale, sostenuto dalla Fondazione CARIPLO, ‘Un paesaggio a colori’. Una più forte sinergia consentirebbe anche di spalmare i flussi in modo più proporzionato su tutto il Verbano Cusio Ossola, sui laghi come nelle valli. Nella riorganizzazione amministrativa del territorio in atto, il VCO deve far pesare questa sua rappresentatività in termini di vocazione e attrattiva turistica, che sono parte integrante della sua specificità e identità” rimarca il Presidente Massimo Nobili che ricorda come il turismo per il Verbano Cusio Ossola sia anche tutto l’indotto che si muove attorno alle gite di giornata.

“E' un risultato eccezionale nel panorama nazionale - dichiara il Presidente del Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli, Antonio Longo Dorni - sostenuto dall'operato della nostra Azienda Turistica Locale che da anni si è concentrata sul miglioramento della notorietà della destinazione, su internet e sull'organizzazione turistica. Già ad agosto avevamo indicato questa tendenza positiva determinata anche dall'aumento dei turisti stranieri, dall'unicità del territorio e dalla qualità dell'offerta turistico-ricettiva”.

“La crisi ha sicuramente determinato una minore capacità di spesa da parte dei turisti - aggiunge Longo Dorni - soprattutto per i servizi accessori, i trasporti, la ristorazione, lo shopping e le visite, ma occorre rilevare che questo è uno dei pochi settori nel quale cresce anche l'occupazione e quindi nell'attuale fase di riorganizzazione amministrativa le politiche turistiche devono essere decise qui, insieme agli enti locali e ai nostri operatori, veri artefici di questo successo”.

“I dati che oggi vengono diffusi sono per noi motivo di soddisfazione e ci ripagano del lavoro che costantemente viene svolto a supporto delle attività turistiche del territorio e in stretta collaborazione con gli operatori del settore, che non hanno cessato di investire nel miglioramento dell’offerta turistica del VCO. Abbiamo inanellato, in un periodo di recessione internazionale, delle annate che ci hanno condotto al record di tutti i tempi e quest’anno il timore era che, dopo l’apice, ci potesse essere un’inflessione in una generale situazione di crisi. Così non è stato e questo è una conferma che le iniziative avviate, soprattutto sul piano della gestione dei contatti e della promozione on line, vanno nella direzione giusta” commenta Oreste Pastore, consigliere delegato del Distretto Turistico Laghi, Monti e Valli.

Va detto tuttavia che non tutte le principali località turistiche, stando ai dati finora raccolti, marcano un andamento positivo. “Verbania e Cannero già superano i risultati dello scorso anno, per il resto bisogna ricordare come le strutture ricettive, a cui obblighi di legge regionale richiedono la comunicazione delle presenze, abbiano tempo fino a fine anno per l’invio completo dei dati in loro possesso. E’ dunque probabile che alcune lacune riscontrate possano nel conteggio finale essere colmate” spiega Salvatore Lo Nigro, responsabile dell’Osservatorio turistico provinciale.

A evidenziare come si trattino ancora di dati parziali, il Sindaco di Cannobio Giandomenico Albertella che ha rimarcato come nell’incrocio del rilevamento statistico con il monitoraggio per la riscossione della tassa di soggiorno, gli risultino 10 mila presenze in più (283.276 invece di 272.706).

Dai dati oggi disponibili emerge come località ossolane come Macugnaga, Bognanco, Craveggia, la stessa Domodossola, e dell’entroterra verbanese come Premeno o anche Gignese siano in ripresa, mentre è crescita netta per Oggebbio e Ghiffa. Per Premia quest’anno 1.129 presenze in più a conferma dell’attrattiva del suo Centro termale.

Il consiglio regionale boccia il Quadrante votando un Piemonte addirittura a sei province

http://www.sdnovarese.it/azione/articolo.cfm?id_dati=4446


26/10/2012 * PRIMO PIANONO

BOCCIATO IL QUADRANTE, DELUSIONE NOVARESE

Il consiglio regionale boccia il Quadrante votando un Piemonte addirittura a sei province (oltre al sì ai due enti Novara-Vco e Vercelli-Biella c’è anche il “ripescaggio” della Provincia di Asti, in deroga ai parametri governativi) e con questa configurazione passa la palla al Governo, accompagnandola anche con un ordine del giorno che chiede di tener conto della specificità montana del Vco, primo firmatario Valerio Cattaneo.
Quanto maturato martedì pomeriggio a Torino non ha mancato di suscitare reazioni. Di contrarietà, delusione e amarezza da Novara e dal Vco, di esultanza da Vercelli i cui amministratori erano presenti a Torino in folta delegazione.
Il voto dell’aula di Palazzo Lascaris alla delibera sul “riordino delle Province” ha visto 19 sì (Pdl, Pensionati e Verdi-Verdi), 11 astenuti (Pd, Moderati, Insieme per Bresso e Uniti per Bresso) e tre contrari (Idv). Gli altri gruppi non hanno partecipato al voto.
Tutto passa ora al Governo che, probabilmente, si pronuncerà dopo il 6 novembre quando è attesa la sentenza sul ricorso contro la legge di riordino delle Province, pendente alla Corte costituzionale.
Le reazioni, soprattutto a Novara, non si sono fatte attendere. Delusione tangibile dal presidente Diego Sozzani che si è speso a lungo per il Quadrante, fino all’approvazione a inizio mese avvenuta al Consiglio delle autonomie locali. «Abbiamo fatto 15 incontri sull’argomento e ora viene stravolto tutto» afferma. E spiega:«Una decisione, tra l’altro, che va contro le norme, visto che  la Provincia di Asti si salverebbe senza accorparsi con nessuno, senza rispettare in alcun modo i parametri posti dal Governo. Il suo salvataggio è fuori dalle regole». Esprime le sue critiche mercoledì di fronte al governatore Cota, che però mostra di non appoggiare le ragioni novaresi perché respinge il provvedimento del Governo «che sopprime le Province: verranno commissariate e cancellate». Ma Sozzani va giù duro ritenendo Lega e Pdl responsabili dell’inversione: «Cosa ne esce da questo episodio? Dal punto di vista amministrativo noi abbiamo proposto un quadrante economico.

ARTICOLO COMPLETO SUL SETTIMANALE IN EDICOLA ON LINE

Turismo Verbano-Cusio-Ossola cresce: 1% di presenze in più secondo i dati provvisori dell'Osservatorio Provinciale


http://www.corrieredinovara.com/it/web/il-turismo-nel-vco-cresce-ancora-12504/sez/arona-verbano-e-ossola

26-10-2012

Lucia Panagini

Il turismo nel Vco cresce ancora
1% di presenze in più secondo i dati provvisori dell'Osservatorio Provinciale

VERBANIA - Non conosce battute d'arresto il turismo nel Vco, che continua a crescere anche nel 2012, anno nero per il turismo nazionale. Lo dicono i dati provvisori dell'Osservatorio Provinciale che ha registrato quasi l'1% in più delle presenze nei primi nove mesi dell'anno. Da gennaio a settembre sono stati oltre 2 milioni 500 mila i vacanzieri di passaggio nel Vco, lo 0,90% in più rispetto al 2011, l'anno migliore di sempre (finora) per il turismo provinciale.
Fattori trainanti dell'incremento turistico restano gli stranieri (in particolare i tedeschi) e il settore extra-alberghiero. I dati del Vco sono ancora più positivi se confrontati con le cifre nazionali, che fanno registrare un calo del 6%. "E va sottolineato che si tratta di un dato parziale. Stando alle tendenze delle scorse stagioni – evidenzia l’Assessore Provinciale al Turismo Guidina Dal Sasso – ottobre, con il prolungamento dell’apertura di molte strutture ricettive e un inizio di autunno per lo più tiepido, è ancora un buon mese. I dati definitivi dovrebbero dunque farci tranquillamente doppiare il 1% che di questi tempi è un risultato tutt’altro che da sottovalutare”.
Ancora una volta sono gli stranieri a consentire al turismo tra "laghi e monti" di consolidare il saldo positivo. La loro provenienza geografica non è una sorpresa: sempre più tedeschi (+5,34% rispetto all'anno scorso), tornano gli inglesi (+3,48%) e aumentano gli svizzeri (+6,13%). Sostanzialmente stabili gli olandesi, scendono invece i turisti francesi (-4,31%). Per le località da segnalare la ripresa delle destinazione montane come Macugnaga e Bognanco, mentre sono in crescita netta Oggebbio, Ghiffa e Premia. Per quanto riguarda i pernottamenti sono gli esercizi extra-alberghieri i più gettonati (+2,88%), mentre gli hotel fanno segnare un segno meno, seppur sotto il punto percentuale. E - novità di quest'anno - sono le case vacanze a far ampliare l'offerta ricettiva provinciale, sfondando quota 23 mila posti letto. La tenuta turistica del Vco si deve, inoltre, all'aumento del numero dei pernottamenti, che arrivano mediamente a 4 giorni. "Ciò significa che il territorio deve maggiormente coordinarsi e ottimizzare le proprie risorse per offrire ai turisti migliori servizi di accoglienza, nuovi motivi di animazione, ulteriori spunti di interesse e richiamo, che sono uno degli obiettivi del progetto provinciale, sostenuto dalla Fondazione CARIPLO, ‘Un paesaggio a colori’. Una più forte sinergia consentirebbe anche di spalmare i flussi in modo più proporzionato su tutto il Verbano Cusio Ossola, sui laghi come nelle valli" rimarca il presidente della Provincia, Massimo Nobili.
Soddisfatto il Presidente del Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli, Antonio Longo Dorni: “E' un risultato eccezionale nel panorama nazionale, sostenuto dall'operato della nostra Azienda Turistica Locale che da anni si è concentrata sul miglioramento della notorietà della destinazione, su internet e sull'organizzazione turistica. Già ad agosto avevamo indicato questa tendenza positiva determinata anche dall'aumento dei turisti stranieri, dall'unicità del territorio e dalla qualità dell'offerta turistico-ricettiva”. E, in effetti, i dati potrebbero ancora migliorare, visto che non tutte le strutture hanno confermato i dati in loro possesso. Ad esempio a Cannobio il sindaco ha già rilevato che, dai conti della tassa di soggiorno, risulterebbero ben 10 mila presenze in più.

Unione Montana dell'Ossola: un progetto che divide la valle


http://www.insubrianotizie.eu/news-menu-2/attualitamenu/9304-unione-montana-dellossola-un-progetto-che-divide-la-valle

Venerdì, 26 Ottobre 2012, 16:27 * Home - Notizie - Attualità

Unione Montana dell'Ossola: un progetto che divide la valle

Il progetto dell’Unione montana dell’Ossola divide la Valle. Il dibattito di giovedì sera in seno all’assemblea dei sindaci ha evidenziato differenti posizioni. Tutto questo però non sembra spaventare i promotori. Il Presidente Francini e il sindaco Cattrini si dicono pronti a lavorare con chi aderirà al progetto. Domo elaborerà nelle prossime settimane un manifesto per l’ossola, poi lo invierà ai colleghi dei 37 comuni della Valle. La differenza di posizioni è emersa anche durante il dibattito sul futuro del Ciss. L’assemblea ha rinviato la decisione finale. Due le novità emerse : Ornavasso dal primo gennaio gestirà in proprio i servizi socio assistenziali salvo poi convenzionarsi con la futura Unione (piccola o grande che sia) e, Mergozzo che ha annunciato chiederà di essere accorpata al Ciss del Verbano. Unica novità della serata : la Comunità Montana si è assunta l’onere di salvaguardare l’ufficio cittadino del giudice di pace. Nei prossimi giorni l’ente montano invierà una bozza di delibera ai comuni per chiedere lo di compartecipare alle spese di gestione del servizio

giovedì 25 ottobre 2012

Varzo: Concerto per il 40esimo di Fondazione del Coro

http://www.insubrianotizie.eu/cultura-menu/mafestazioni-menu/9248-varzo-concerto-in-occasione-del-quarantesimo-di-fondazione-del-coro

Giovedì, 25 Ottobre 2012 16:19 *  Home -> Cultura -> Manifestazioni > Varzo


Varzo: Concerto per il 40esimo di Fondazione del Coro

Sabato 27 ottobre, alle 21, presso la Chiesa Parrocchiale di Varzo, il Coro Polifonico di Varzo eseguirà, in occasione del Quarantesimo di Fondazione, la “Misa Crolla”, ossia la Messa Creola di Ariel Ramirez. La “Misa Crolla” sarà realizzata con la collaborazione del Gruppo Strumentale “Madre Tierra” (Carlos "el tero" Buschini basso e percussioni, Mariano Speranza pianoforte e voce solista, Miguel Angel Acosta chitarra, Angel Palma charango e flauti andini) e la partecipazione di amici coristi. La serata sarà aperta dal Maestro Livio Vanoni, all’organo, ed è prevista la partecipazione del Console d’Argentina.


Giunta Provinciale Verbano Cusio Ossola: amareggiata per il no alla Provincia Quadrante


http://www.verbanianotizie.it/?n=7411&utm_source=site&utm_medium=news

25 Ottobre 2012, 16:02 * Politica » Verbania

Giunta Provinciale amareggiata per il no al Quadrante

"Non ci è stato riconosciuto ciò che è sancito dallo Statuto Regionale. Un affronto al nostro territorio se si considera il diverso trattamento che è stato riservato alla Provincia di Asti".

Così il Presidente della Provincia del Vco Massimo Nobili che prosegue "con il voto di ieri il Consiglio Regionale ha dimostrato poco coraggio e tanta confusione".

Questo il commento della Giunta della Provincia del Verbano Cusio Ossola all’indomani della seduta in cui a Palazzo Lascaris si è votata la proposta di riordino delle province del Piemonte che scendono da 8 a 6, con la riunificazione di Vercelli e Biella (voluta dai due territori), di Novara e VCO (propense invece a un ente più forte e di peso, quello di ‘quadrante’) e il mantenimento dell’indipendenza amministrativa di Asti, che come le quattro più piccole province piemontesi non rispetta i parametri di popolazione e superficie dettate dal Governo per restare autonoma.

Il Presidente Nobili alla vigilia del consiglio di ieri aveva scritto ai quattro consiglieri regionali una lettera in cui li invitava – se fosse stata respinta dall’assemblea di Palazzo Lascaris la soluzione di ‘quadrante’ – a rivendicare all’interno del deliberato inviato al Governo la specificità del VCO e dunque la richiesta della sua autonomia amministrativa. I lavori si sono conclusi con l’approvazione di un ordine del giorno proposto dal Presidente del Consiglio Regionale Cattaneo di riconsiderare il futuro del VCO, nel caso in cui le province ‘consorelle’ montane e transfrontaliere di Belluno e Sondrio venissero riconosciute nella loro prerogative di autonomia. “Un ordine del giorno collaterale al deliberato che almeno evita di replicare il disconoscimento delle peculiarità del VCO su scala nazionale, perché questo, è conclamato, vi è stato a livello regionale” rimarca la Giunta Provinciale.

“Ieri il Consiglio Regionale, dimostrando poco coraggio, ha perso l’occasione per avviare in Piemonte una reale riforma istituzionale, che non è più rinviabile. Rivendico ancora la validità della soluzione di ‘Quadrante’: è la più consona alla situazione attuale, allo spirito dei tempi, perché mira a unire i territori guardando a quello che in termini di potenzialità e di sviluppo possono esprimere. Non condivido ciò che è stato votato ieri in Consiglio, si è voluto assecondare solo i localismi di alcuni. Certo comprendo – ribadisce il Presidente del Verbano Cusio Ossola e dell’Unione Province Piemontesi – le ragioni di Vercelli, Biella e Asti ma mi spiace per la visione miope che dimostrano. Si ridisegna una geografia provinciale che non sostiene le prospettive di crescita del Piemonte Nord Orientale: non a caso le associazioni di categoria delle realtà produttive guardano con favore a una soluzione di più ampio respiro”.

“La decisione ultima – ricorda Nobili – spetta comunque al Governo: sarà il Consiglio dei Ministri a valutare se l’impostazione territoriale proposta dal Piemonte risponde alle finalità di efficienza e risparmio che stanno alla base del riordino”.
“Siamo rimasti stupiti e amareggiati per la posizione assunta ieri dal Consiglio Regionale, in cui è stata calpestata l’identità della nostra Provincia, montana e di confine, sancita dallo Statuto del Piemonte, salvaguardando invece – in modo del tutto arbitrario e opinabile – quelle della Provincia di Asti. Una giornata da dimenticare quella di ieri del Consiglio Regionale, dove ha dominato un fallimentare ‘cerchiobottismo’ a scapito soltanto del nostro territorio”.

mercoledì 24 ottobre 2012

San Gottardo: prova trasporto semirimorchi standard su speciali vagoni ribassati Modalohr

http://www.swissinfo.ch/ita/rubriche/notizie_d_agenzia/mondo_brevi/Ferrovia_San_Gottardo:_prova_di_trasporto_con_semirimorchi_riuscita.html?cid=33804174

 24 ottobre 2012, 16:50 -  Ferrovia

San Gottardo: prova di trasporto con semirimorchi riuscita

Il trasporto di semirimorchi alti quattro metri nell'attuale tunnel ferroviario del San Gottardo pone problemi di misure. Una prova di speciali vagoni ribassati realizzata oggi da Viia, filiale della società francese SNCF Geodis, ha avuto successo e apre ora nuove prospettive.

Il convoglio-test, formato da una locomotiva e due vagoni a pianale ribassato caricati con semirimorchi standard di quattro metri di altezza, ha potuto circolare fra Arth-Goldau (SZ) e Airolo.

Si trattava di dimostrare che il sistema francese denominato Modalohr, sviluppato dal gruppo alsaziano Lohr Industrie, può offrire una soluzione al problema di dimensioni sulla linea del San Gottardo, i cui tunnel sono considerati troppo piccoli per convogli con una sagoma di carico di 4 metri. L'asse nord-sud Lötschberg-Sempione è invece già compatibile coi semirimorchi di quattro metri.

Il test mostra che il sistema Modalohr, che prevede carrelli con ruote più piccole, potrebbe essere messo in servizio fra Basilea e Chiasso senza adeguamento delle infrastruttura. Questa "Viia Helvetica", che potrebbe vedere luce nel 2015 - previe tutte le autorizzazioni del caso - necessita tuttavia di nuovi specifici terminali.

Terminali di questo genere sono previsti a Duisburg, a Lahr/Schwarzwald (Germania) e in Italia, a sud di Chiasso, ha dichiarato all'ats Kurt Metz, responsabile della comunicazione di Viia per la Svizzera.

Questo sistema, ha affermato il portavoce del Ufficio federale dei trasporti (UFT) Andreas Windlinger, non è comunque un'alternativa all'ampliamento dei tunnel. I vagoni Modalohr non avrebbero infatti una sufficiente capienza. Si tratta però di una misura complementare interessante.

L'adeguamento delle vie d'accesso ai tunnel di base del San Gottardo e del Ceneri costerà 940 milioni di franchi. Il Parlamento ha richiesto che il completamento dell'asse avvenga entro il 2020.

sda-ats

Il Ticino navigabile fino a Milano entro il 2015: rientra nel progetto idrovia Locarno-Milano-Venezia, collegamento in battello dalla Svizzera alla Laguna attraverso Lago Maggiore

http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/il-ticino-navigabile-fino-a-milano-entro-il-2015.html

24 ottobre 2012 * Piemonte Informa - Diario
 
Il Ticino navigabile fino a Milano entro il 2015

Il Ticino potrà essere navigabile fino a Milano, utilizzando il sistema dei canali, entro il 2015: lo ha reso noto il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, presentando il 24 ottobre nella sede della Provincia di Novara con l’assessore regionale al Turismo, Alberto Cirio, la Conca di navigazione di Porto della Torre.

“Questo - ha detto Cota - è un nostro progetto che si realizza. E’ un intervento che abbiamo programmato per la parte piemontese e ora manca solo la diga di Porto della Torre, che verrà realizzata. Contiamo di farcela entro il 2015, per sfruttare l’evento Expo”.

La Regione Piemonte finanzierà la diga con 13,5 milioni di euro. Si tratta dell’ultima opera di sua competenza nell’ambito del progetto per la riapertura turistica dell’idrovia Locarno-Milano-Venezia, che collegherà in battello la Svizzera alla Laguna veneta toccando la sponda piemontese del Lago Maggiore. Guarda la mappa

Quando l’idrovia sarà realizzata, l’offerta potrà competere con quella legata alla navigazione dei grandi fiumi europei. Arona sarà il porto di interscambio tra i battelli della via d’acqua e quelli della navigazione del Lago Maggiore. Nel Novarese verrà recuperata la storica via del marmo che collegava le cave di Baveno e della Val d’Ossola alla Fabbrica del Duomo di Milano, per secoli uno dei principali canali di comunicazione dell’alta Pianura Padana.

redazione


martedì 23 ottobre 2012

Il Consiglio regionale boccia il Quadrante: riordino finale del Piemonte. La nuova possibile struttura è: Vercelli-Biella, Novara-Vco, Asti


http://edizioni.lastampa.it/vercelli/articolo/lstp/22066/

23.10.2012 * TORINO - PROVINCE

R. MAG.

Il Consiglio regionale boccia il Quadrante
Votato l'emendamento per Vercelli-Biella

Sul tavolo di Monti arriverà la proposta della Provincia federata Vercelli-Biella. Nella lunga maratona del Consiglio regionale di oggi è passato con 27 voti a favore e 4 contrari l'emendamento proposto da Luca Pedrale che di fatto cancella la voce «Quadrante» sulla proposta definitiva di riordino delle Province. Il documento finale (emendato) dev'essere ancora votato: la discussione è ancora in corso, ma secondo le indiscrezioni registrati in assemblea non dovrebbe esserci alcun problema. Questo potrebbe essere il riordino finale del Piemonte: Vercelli-Biella, Novara-Vco, Asti (è passato l'emendamento per scorporarla da Alessandria), Torino e Cuneo. In Consiglio presenti circa una cinquantina di sindaci del biellese e vercellese, che subito dopo la votazione hanno interrotto la riunione con un forte applauso di soddisfazione.

Il Consiglio regionale discute il futuro delle province del Piemonte: il Quadrante Novara-Vco-Vercelli-Biella

http://edizioni.lastampa.it/novara/articolo/lstp/22067/


23.10.2012 - TORINO

Il Consiglio regionale discute il futuro delle province del Piemonte


Al centro del dibattito è proprio il Quadrante Novara-Vco-Vercelli-Biella


Il Consiglio regionale del Piemonte sta discutendo la proposta di riordino delle Province da inviare al Governo entro oggi, ultimo giorno utile per esprimersi, e oltre cento sindaci in fascia tricolore affollano il cortile e gli spazi riservati al pubblico nell'aula consiliare. Rappresentano gli oltre 150 Comuni delle Province di Biella e Vercelli, quasi tutti contrari alla proposta varata dal Consiglio delle Autonomie Locali del Piemonte, che prevede di accorpare Biella e Vercelli con Novara e Verbano-Cusio-Ossola.
La proposta oggi sul tappeto prevedeva inizialmente di confermare la proposta del Consiglio delle Autonomie, che riduce a quattro le attuali otto Province piemontesi. Resterebbero Torino e Cuneo, Asti verrebbe unita con Alessandria, e nascerebbe una grande Provincia che ingloberebbe le rimanenti.
Poiché però le rivendicazioni di Biella e Vercelli hanno dalla loro il fatto di rientrare nei parametri indicati dal Governo, il Consiglio regionale sta discutendo su un documento aperto, che prevede due soluzioni alternative: quattro oppure cinque Province. Ma anche su questo c'è disaccordo: cinque emendamenti e tre ordini del giorno che verranno votati nel pomeriggio chiedono rispettivamente di mantenere Asti (Valle, Progett'Azione e Motta, Pd) oppure di far nascere una Provincia del Sud Piemonte che raccolga Cuneo, Asti e Alessandria (Valle e Motta), o ancora di mantenere la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, tenendo conto della sua specificità montana (Lega). C'è poi l'emendamento a favore dell'unione di Biella e Vercelli a firma del capogruppo del Pdl, Luca Pedrale. E c'è chi, come il capogruppo dell'Idv Andrea Buquicchio, è per l'abolizione di tutte le Province e voterà contro qualsiasi proposta finale.
In aula questa mattina era presente anche il presidente della Giunta regionale, Roberto Cota, che ha dichiarato la propria contrarietà all'impianto previsto dal Governo, sottolineando come lo Stato abbia così scaricato sugli enti locali la tensione dell'attuale «guerra tra territori».

domenica 21 ottobre 2012

Lingua e dialetto in Val d'Ossola, e i caratteri preistorici del dialetto Ossolano


http://pqlascintilla.ilcannocchiale.it/2012/10/21/lingua_e_dialetto_in_val_dosso.html

21 ottobre 2012 * CULTURA


Lingua e dialetto (in Val d'Ossola)

Giorgio Quaglia

Foto Comune di Varzo

Alla fine del 1979, sul numero 4 de “La Scintilla” (la rivista del Circolo culturale Pier Paolo Pasolini, che ha dato nome a questo blog), iniziò la sua collaborazione Luigi Pagani, funzionario delle ferrovie, ex presidente della Pastorale di Domodossola, appassionato studioso dei dialetti (ossolani in particolare) e dell’ influenza che i medesimi ebbero nella nascita e nello sviluppo di un popolo e di conseguenza di una cultura. Il tema, infatti, rientrava fra quelli importanti che il Circolo si era ripromesso di trattare, sia per quanto fosse stato a cuore anche al medesimo “Poeta di Casarsa” (che ne aveva fatto oggetto delle sue giovanili composizioni e considerazioni in particolare legate al Friuli), sia perché la “scomparsa” dei dialetti aveva rappresentato una delle tragiche conseguenze dello ‘sviluppo’ e del consumismo. La morte prematura di Luigi Pagani, non consentì però l’espletamento dei suoi studi e di conseguenza della collaborazione con “la Scintilla” che pubblicò nel numero successivo un altro suo articolo (un terzo rimase inedito poiché anche la rivista interruppe le sue uscite).

In sua memoria e per mettere a disposizioni di esperti e cultori un materiale “prezioso” per originalità e profondità di analisi, abbiamo così deciso di riproporlo; riportiamo dunque di seguito quel suo primo contributo, da considerarsi un’ampia premessa, già di per sé analitica.



I caratteri preistorici del dialetto Ossolano

Luigi Pagani


Foto Comune di Varzo

Il dialetto, che una falsa cultura ha tentato di sradicare (in parte riuscendovi), ma che fortunatamente – almeno in zone di emarginazione – ha resistito agli snobismi antipopolari proprio in virtù di una libera e genuina espressione di popolo, rimane spesso il più attendibile filone da seguire nella ricerca comparata delle culture. Se i popoli europei si presentano oggi linguisticamente differenziati, soprattutto secondo le separazioni naturali ( orografiche ed idrografiche, di bacino e di versante), proprio dai rispettivi dialetti, il substrato delle lingue ufficiali, possiamo ricostruire vicende e processi di contatto, di influenza reciproca, di mescolanza di culture, di colonizzazioni pregresse e – per converso – dedurre il diverso grado di conservazione di caratteri originari e per così dire aborigeni.
Fatto fondamentale, nella storia e preistoria europea, è la massiccia colonizzazione aria o indoeuropea di provenienza orientale. Essa però, venuta a contatto con le popolazioni indigene, non sovrappose “sic et simpliciter” la sua cappa di dominazione, la sua lingua e i suoi costumi, ma dovette introdurre e adattare alla sua parlata (forse per questo differenziatasi secondo i singoli impatti con le diverse popolazioni stanziali) anche gli elementi preesistenti presso le stesse, sulle quali andavano gradatamente imponendosi.

frazioni di Colloro (Premosello Chiovenda)

Il difficile sta proprio nel districare i temi autoctoni (cosidetti liguri o mediterranei) da quelli indoeuropei sopravvenuti, per verificarne le rispettive frequenze nei singoli idiomi, indizio della misura di una colonizzazione più o meno diretta e intensiva. Difficile però non vuol dire impossibile, poiché un metro esiste ed è la lingua basca; quella che più d’ogni altra si è preservata dalle contaminazioni esterne e risalente all’età della pietra. Quando nel basco troviamo composti e derivati di un tema che invece risulta isolato e “senza connessioni attendibili” sui dizionari etimologici, o che venga definito dagli stessi come “mediterraneo, ligure e preindoeuropeo”, ci troviamo normalmente in presenza di questi “fossili” linguistici, dalla cui frequenza potremo giudicare l’antichità di una lingua o di un dialetto e il conseguente grado di conservazione di un popolo rispetto alle sue origini.
Per cominciare notiamo subito che le popolazioni insidiatesi in regioni meno ambite e praticabili, ad economia più difficile legata alle risorse dell’ossatura montana preesistente (anche geologicamente), ai grandi piani e fondo valli alluvionali, meta di successive conquiste  e colonizzazioni, presentano affinità di fondo e caratteri più arcaici, che potremmo definire autoctoni. Popoli alpini, appenninici, pirenaici, cantabrici e caucasici, malgrado la loro distanza, non a caso si trovano accomunati originarie analogie etnico-linguistiche, con fondi lessicali che – sia pure in diversa misura – sono arrivati fino a noi attraverso i dialetti, più che nelle lingue ufficiali, e più ancora nei toponimi. A questo riguardo, anzi, la dizione dialettale dei toponimi, comunemente ritenuta una corruzione di qualche originario tema indoeuropeo, si rivela invece la più autentica. Corruzione, se mai, sono proprio quegli adattamenti aulici introdotti dalle lingue ufficiali politicamente imposte, che hanno voluto “aggiustare” ogni toponimo trovato sul posto secondo assonanze e significati della propria tematica indoeuropea, la quale non ha nulla a che vedere coi temi d’origine: vere e proprie forzature e storpiature in funzione di un senso e di un suono avvicinabili alla propria lingua ma arbitrario e del tutto estraneo al senso e al luogo delle denominazioni date dagli autoctoni ai loro luoghi d’origine.

frazioni di Colloro (Premosello Chiovenda)

In questo contesto il dialetto ossolano ha molto da dire. Esso ci fornisce un prezioso recupero culturale atto a testimoniare i più antichi legami di fondo tra le popolazioni europee. In esso si sono decantati temi paleo europei, che potremo analizzare in studi successivi, in una misura nettamente superiore alle lingue e ai dialetti circostanti; segno di un habitat sostanzialmente originario, che solo in questo secolo si è trovato sottoposto agli innesti e apporti forestieri di fondovalle, prima con l’apertura del Sempione, poi con gli insediamenti industriali. Una “contaminazione” certamente attiva e operante, che ha aperto i confini dell’Ossola alpina e l’ha arricchita di altre componenti di vario genere (etniche, socio-economiche, di costume, di carattere, avendo praticamente accolto tutte le rappresentanze della penisola), ma che naturalmente era destinata a soffocare elementi originari come quello del dialetto, alquanto alteratosi e italianizzatosi, particolarmente sul fondovalle.

Folsogno (Re)

Resistono tuttavia delle vere e proprie isole linguistiche come VarzoColloroFolsogno, dove è possibile ritrovare una sorprendente frequenza di temi arcaici e dove rimangono soprattutto i toponimi, tutti prettamente paleo europei, che ci consentono ancora un largo margine di esplorazione. Si tratta di impostare la ricerca su nuove basi, reali e obiettive, facendo giustizia dei preconcetti accademici e classicheggianti ( una deformazione per così dire professionale della cultura tradizionale), tendenti a circoscrivere al latino e al greco ogni matrice linguistica, quando prima di latini e dei greci esistevano i popoli alpini e montanari in genere, che esprimevano una loro compiuta per quanto semplice cultura usando quella lingua primigenia e unitaria con cui appunto hanno battezzato i loro luoghi e che hanno mantenuta viva in un certo lessico impenetrabile ai cultori delle lingue ufficiali.
Il voler far derivare i toponimi dai nomi di consoli romani o da matrici celtiche, è certamente una ingenuità storica purtroppo invalsa finora. Occorre invece battere una nuova strada, sapendo che al momento della conquista romana e ben prima dei Celti, l’Ossola rappresentava un’entità organizzata e produttiva, coi suoi centri abitati la cui denominazione risale al primo popolamento del Neolitico. E neppure possiamo parlare di colonizzazione greca, etrusca, celtica o romana, quando ai grandi popoli servivano solo vie d’accesso ossolane verso il Vallese (sia per ragioni commerciali che strategiche), se mai le risorse minerarie, ma senza immigrazioni massive che avrebbero alterato l’equilibrio naturale tra territorio, risorse disponibili e possibilità di autosufficienza economica. Del resto gli Ossolani furono sempre fieri ma anche prudenti tutori del loro territorio e delle loro tradizioni, con autentiche forme di autogoverno. E questo fu loro possibile proprio perché si dimostrarono avvedutamente aperti alle esigenze di loro più potenti vicini, padani e d’oltralpe, per i loro scambi e rifornimenti vicendevoli che passavano per l’Ossola e che d’altra parte incrementavano il commercio locale. Il che ha permesso agli Ossolani di evitare la necessità di insediamenti con forti contingenti forestieri, cosa che si rese ad esempio inevitabile in Valle d’Aosta per una irriducibile resistenza allo straniero, costringendo i romani a fondarvi una colonia di pretoriani e a romanizzare il più possibile la valle.

Folsogno (Re)

Su queste premesse, la conservazione di caratteri ossolani inaspettatamente preistorici, non appare più fantasiosa. Si tratta solo di enuclearli e interpretarli, a cominciare dal dialetto che, in alcune realtà, rappresenta ancora una eredità atavica in una continuità mai interrotta di generazioni.
                                                  

                                               

sabato 20 ottobre 2012

Verbania (Verbano Cusio Ossola) la Capitale dei Laghi d’Europa

http://www.mondodelgusto.it/2012/10/20/verbania-verbano-cusio-ossola/

Sabato 20.10.2012

di Redazione 35


Verbania (Verbano Cusio Ossola) la Capitale dei Laghi d’Europa

Verbania, città capoluogo della Provincia del Verbano Cusio Ossola, è un “comune sparso” di circa 30.000 abitanti nato poco più di settant'anni fa dall’unificazione dei Comuni di Intra, Pallanza e relative frazioni.

Il nome Verbania, che delimitava una piccola zona del territorio, è stato esteso all’intero comune, coniugato dall’antico toponimo del Lago Maggiore, Verbano appunto.

Il territorio si affaccia sul Lago Maggiore e si estende sulla fascia collinare che dolcemente risale verso l’arco alpino; ill clima particolarmente mite, la possibilità di un contatto diretto con la natura, attraverso gite sul lago, visite a giardini e passeggiate nell’entroterra, ne hanno fatto una meta privilegiata di un turismo piuttosto “specializzato”, meno “mordi e fuggi” e più “slow”.

Anche perché Verbania, Intra, Pallanza ed il territorio circostante sono dotate di svariate opportunità di passeggiare in tranquillità sui lungolago, o immersi nella natura dei parchi, ma sono anche dotati di un patrimonio museale, artistico e naturalistico di notevole interesse.

Intra, importante centro industriale del lago,  conserva un bel centro storico a struttura medioevale, dotato di pregevoli edifici; nell’800 si sviluppò una fiorente attività di produzione di detersivi e manifatturiere, tra cui anche un cotonificio a filatura meccanica, primo in Italia e una cartiera.

Pallanza, invece, grazie alla sua posizione sul lago, ha sempre privilegiato l’aspetto turistico; apprezzata per la dolcezza del clima e la bellezza della posizione, vi furono costruiti fin dall’800 diversi alberghi di lusso per ospitare l’elite della società dell’epoca come succede ancora oggi, diventando una delle principali località turistiche del lago Maggiore.

Affacciate sul Lago sono diverse le ville signorili con i loro meravigliosi giardini, grandi parchi pieni di fiori ed aiuole, come Villa Giulia, Villa Taranto e Palazzo Dugnani.

Il particolare clima mite caratteristico di questa parte del Lago Maggiore, ha favorito lo sviluppo di moltissime specie vegetali, molti dei quali si possono ammirare nei parchi delle splendide dimore rinascimentali ed ottocentesche, ma anche nei balconi e nelle aiuole del lungolago.

La floricoltura è infatti diventata elemento trainante anche per le attività turistiche di Verbania; qui vengono organizzati diversi eventi in ogni stagione dell’anno legati ai fiori ed alle piante, come la “Mostra della Camelia”, la “Settimana del Tulipano”, “Corso Fiorito”, una sfilata di carri tematici realizzati con migliaia di fiori.

Ed ancora, la “Mostra permanente delle dalie”; “Cactus Folies”, mostra-mercato di piante succulente rare e da collezioni; “Orchidee sul lago”, il Salone del Libro sul giardino e la “mostra della camelia invernale”.

Ma i turisti, oltre alla natura, alla tranquillità del lago, ad un clima mite e piacevole, trovano anche prodotti enogastronomici gustosissimi come i “Salumi del Divin Porcello”, della vicina Masera, salame, prosciutto crudo, cacciatori, salamini freschi, cotechini, salame di testa, lardo, pancetta, coppa, culatello, filetti di maiale, violini di capra e agnello, bresaola e la mortadella della Val d’Ossola, presidio Slow Food.
 
Così come i vini: il leggendario “Prunent” il tipico vino locale la cui presenza in Ossola è storicamente accertata sin dal 1300, con caratteristiche molto tipiche legate al territorio e al vitigno.

Si presenta di colore rosso rubino con riflessi granata, un profumo complesso con note di vaniglia e floreali ma con una buona struttura e persistenza, che si abbina ai secondi piatti importanti di carne e selvaggina, ai formaggi saporiti.


E poi il “Cà d’Matè” , prodotto da un uvaggio di Nebbiolo, Croatina e Prünent provenienti da vitigni sparsi nelle migliori zone dell’Ossola; di colore rosso rubino con riflessi viola, molto profumato e strutturato, è  anch’esso adatto a piatti robusti, quali carni rosse e formaggi stagionati.

venerdì 19 ottobre 2012

tavola rotonda promossa dalla Comunita' montana Valli dell'Ossola sul tema della 'Macroregione delle Alpi

http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=149588

Data: 19/10/2012, 19:33 * ANSA Valle d'Aosta


REGIONI: DELLAI, PER MACROREGIONE ALPINA SERVE MACROSTRATEGIA

(ANSA) - TRENTO, 19 OTT - ''La macroregione alpina e' un tema di grande interesse, ma prima dobbiamo pensare a una macrostrategia''. Lo ha detto il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, aprendo la tavola rotonda promossa dalla Comunita' montana Valli dell'Ossola sul tema della 'Macroregione delle Alpi: ripartire dal territorio per una strategia alpina europea'.

Dopo avere ricordato che l'attualita' del tema e' ''intimamente legato alle difficolta' che l'ideale dell'Europa unita continua a incontrare'', Dellai ha insistito sull'opportunita' di ''ripartire dai contenuti della Convenzione delle Alpi, per puntare, una volta definita la macrostrategia, a costruire una rete solida, strutturata e permanente dentro la quale tutte le realta' istituzionali, economiche e sociali dei territori interessati possano muoversi valorizzando il dato della comune appartenenza a quest'area''.

''Purche' - ha aggiunto - si vigili sul rischio che questa operazioni non si trasformi in un pretesto per rafforzare le ambizioni che appartengono unicamente alle grandi aree metropolitane che stanno a nord e a sud delle Alpi''. (ANSA).

In Ossola piccola grande agricoltura di nicchia: emerge dal Censimento generale dell’Agricoltura a cura dell’ISTAT

http://www.verbanianotizie.it/?n=6336

19 Ottobre 2012, 12:35 * Verbania Notizie » Politica » Verbania

Graziano Massimini

La "resistenza" dell'agricoltura nel vco

6° Censimento generale dell’Agricoltura a cura dell’ISTAT, da cui si evince una fotografia del sistema agricolo del VCO ritagliata dal contesto regionale.


Questi i commenti a margine dell'Assessore provinciale all'Agricoltura Germano Bendotti.

“Alla luce dei dati oggi presentati, emerge come i nostri agricoltori resistano in modo eroico nel portare avanti attività a cui si deve il mantenimento del presidio di porzioni di territorio montano che altrimenti sarebbe abbandonato.

Ma non soltanto: sono sentinelle di tradizioni e di produzioni che possono avere un loro futuro presso consumatori attenti e consapevoli, un target di mercato – nonostante la crisi – in espansione. Rispetto alla media regionale dell’età degli agricoltori noi registriamo gli addetti più giovani (51 anni a fronte dei 57/58 della media piemontese). La ‘resistenza’ della nostra agricoltura, per lo più di montagna, si ha grazie a una sostanziosa presenza femminile nella conduzione di attività agricole. Floricoltura e zootecnia sono i settori in cui ci distinguiamo.

Nell’allevamento si segnala la crescita di una produzione ad alto valore aggiunto come la caseificazione di latte caprino. 81 sono attualmente le aziende che nel VCO producono e lavorano in piccoli caseifici di proprietà latte di capra. Diminuisce il numero di capi, ma si estende la superficie utilizzata con un incoraggiante recupero delle zone di pascolo”.“In Ossola si ha la parte più significativa della nostra piccola grande agricoltura di nicchia e i segnali di ripresa che si stanno registrando sono il risultato di una produttiva collaborazione tra aziende agricole ed enti pubblici quali Regione e Provincia.

In questi ultimi anni come Amministrazione Provinciale abbiamo molto insistito, e parimenti investito nei limiti delle nostre possibilità, sulle fruttuose connessioni che si possono attivare tra produzioni agro-alimentari e offerta turistica. Non posso a questo proposito tacere la preoccupazione dell’esito di alcune progettualità avviate che con il superamento della nostra autonomia amministrativa faticheranno a trovare il giusto supporto, se non vi sarà un’efficace azione di contrasto all’egemonia di territori piemontesi sul piano agricolo maggiormente rappresentativi del nostro” continua l’Assessore provinciale all’Agricoltura.



“Nell’occasione della presentazione di questo censimento ho voluto passare in rapida rassegna le azioni e i progetti in questi anni promossi dall’Assessorato provinciale all’Agricoltura, a partire dal lavoro di supporto all’organizzazione della rete censuaria per i rilevamenti.

Gli incentivi in favore degli accorpamenti fondiari, dell’informatizzazione delle aziende agricole e della manutenzione territoriale per i piccoli comuni; l’attivazione dell’iter per il riconoscimento della DOP al formaggio ossolano e della DOC Vini Valli Ossolane; la valorizzazione delle fattorie didattiche; il supporto all’apertura di uno sportello provinciale per l’Agricoltura biologica; la promozione dell’istituzione dell’Associazione Olivicoltori VCO sono solo alcune delle principali iniziative a cui si è dato corso.

Per quanto riguarda i fondi assegnati ad allevatori e agricoltori del VCO attraverso il Piano di Sviluppo Rurale dal 2009 a oggi parliamo di quasi 3 milioni di euro, a cui si aggiungono oltre 600 mila euro di contributi provinciali e 850 mila euro del progetto Interreg Proalpi” evidenzia Bendotti.

giovedì 18 ottobre 2012

esercitazioni in montagna lungo la Grande Traversata della Val d’Ossola: manovre in quota per la Brigata Taurinense

http://affaritaliani.libero.it/piemonte/per-la-brigata-taurinense-manovre-in-quota181012.html

Giovedì, 18 ottobre 2012 - 11:22:00 * PIEMONTE

Per la Brigata Taurinense manovre in quota

Circa 500 militari della Brigata alpina Taurinense saranno impegnati fino al 29 ottobre in un ciclo di addestramento in quota che prevede attività diurne e notturne con diversi gradi di difficoltà. Le manovre coinvolgeranno reparti del 3° reggimento alpini, del 1 ° reggimento Nizza cavalleria, del 32° reggimento guastatori, del Reparto Comando e Supporti Tattici, del 2° reggimento alpini e del 1° reggimento artiglieria terrestre che agiranno sulle Alpi del cuneese e della Val d’Ossola, affrontando le vette del Viso Mozzo (3019 m.), di Punta Marguareis (2651 m.) e della Grande Traversata della Val D’Ossola.

Un centinaio di unità del 9° reggimento alpini saranno invece impegnati in una serie di marce sulle vette dei Monti Velino (2486 m.), Sirente (2348 m.) e Ocre (2209 m.) in Abruzzo. Le esercitazioni in montagna sono da sempre il principale banco di prova per i militari delle truppe alpine per la preparazione fisica e tecnico-operativa in vista di eventuali impieghi nei teatri di operazioni.

mercoledì 17 ottobre 2012

Un atto d’amore per le Alpi e la Montagna delle Valli dell' Ossola

http://camoscibianchi.wordpress.com/2012/10/17/un-atto-damore/

17 OTTOBRE 2012

BEPPELEY

Un atto d’amore per le Alpi


Foto di paologiac dal post “Cicogna”
Mentre paologiac scriveva il suo ultimo post “Cicogna“, citando anche Paolo Crosa Lenz, io stavo ricevendo via DHL proprio un libro di questo scrittore. Ovviamente nessuno di noi due sapeva che stavamo invocando il medesimo personaggio.
Mentre due camosci si immergevano nelle loro montagne da sogno, qualcuno qui, su questo blog, tirava in ballo l’amore verso gli animali assimilandoli ad un mero bersaglio.
Mentre qui si discuteva di vita e di morte, Suor Giuliana Galli stava presentando il suo libro: “Non nominare amore invano“.
Non intendo aprire alcuna polemica su quanto è stato detto sulla caccia, soprattutto da chi la pratica. Ho però riflettuto su quanto qui non è stato commentato, su quello che, forse, sarebbe stato giusto leggere da parte della maggioranza di voi.
Lo confesso apertamente: avrei voluto leggere interventi decisi contro chi banalizza quella parola assimilandola ad un gesto di morte.
Avrei voluto che molti di voi si “scagliassero” contro quella forma attualissima di nichilismo che ci impedisce tutti i giorni di reagire di fronte alla deriva delle parole. E alla loro banalizzazione.
Indignarci. Questo era giusto fare.
Forse avrei dovuto parlare di una Contessa cacciatrice (grazie alla segnalazione del blogger aghost), anziché di Marco, per riuscire a leggere su questo blog qualche commento indignato come invece lì si possono leggere?
Non ce l’ho assolutamente con Marco Sartori ma, sinceramente, da un bravo cacciatore ed escursionista come lui mi sarei aspettato semplicemente che qui dicesse, senza ipocrisia:
“Mi piace sparare agli animali”.
Quello è l’atto. L’atto che precede la morte di un animale.
Avrei tanto voluto pubblicare quanto lui mi ha inviato via mail, sulla sua ascensione alla Torre d’Ovarda, ma aver utilizzato una parola così importante, per rappresentare un rito di morte, mi ha dato fastidio. Troppo.
Trent’anni. Ditemelo voi.
Ditemelo voi se può durare trent’anni un atto d’amore.
Ditemi voi se non c’è infinita bellezza nell’immaginare un uomo che, volendo manifestare il proprio amore per la sua terra, ha dedicato trent’anni della propria vita.
Una volta lessi da qualche parte che…
per fare del male basta prendere una pietra e scagliarla contro il primo che passa…per fare del bene invece il percorso da compiere è un po’ più lungo, tortuoso e faticoso“.
Di fronte a quanto qui di seguito potete leggere, io mi sono commosso:
“Questa raccolta di fiabe e leggende di Val d’Ossola vuole essere prima di tutto un atto d’amore verso questa terra di alte montagne, di boschi e alpeggi, di valli profonde e villaggi di legno e pietra. E’ anche un atto d’amore per le Alpi, il mondo delle alte montagne.”
Il libro di Paolo Crosa Lenz si intitola “Leggende delle Alpi – Il mondo fantastico in Val d’Ossola” e rappresenta il frutto di trent’anni di ricerche che hanno permesso di creare un catalogo del mondo fantastico dei montanari ossolani.
Dopo aver sentito e visto quella parola mortificata, banalizzata, ridotta a niente - come oggi troppo spesso si usa fare con una facilità impressionante - consumata in qualche scambio di commenti sull’attività venatoria e poi gettata nel nulla, dopo tutto questo ho pensato di riprendere quella parola e di darle la giusta collocazione nel cuore dei grandi uomini.
Un atto d’amore per le Alpi, per i sogni e le paure dei montanari di sempre, la loro diffidenza, ma anche lo sguardo divertito verso la vita, l’accettazione di fatiche e sofferenze che il vivere in montagna comporta.
Questo gesto d’amore presenta duecento leggende e fiabe popolari della Val d’Ossola. La memoria storica dei contadini di montagna, di pastori e boscaioli costruisce l’identità di un territorio. Niente è inventato. E’ la cultura tradizionale degli uomini delle Alpi che parla con la voce dei narratori.
Un inno all’amore, quello vero, sincero, da parte di chi davvero ama la montagna e il suo ambiente naturale.

Mostra delle Mele del Verbano Cusio Ossola: 5a mostra pomologica del VCO

http://www.caitorino.it/News/view/598


17/10/2012 * categoria Eventi

5ª mostra pomologica del VCO
Venerdì 19 e sabato 20 ottobre, Collegio Mellerio Rosmini, Domodossola - VB





immagine news













Programma:

VENERDì 19
ore 10.00 - Inaugurazione della mostra e saluto delle Autorità
ore 10.30 - Visita guidata per gli studenti delle scuole domesi, con degustazione di sorbetti alle mele preparati e offerti dalla Gelateria "Voglia di Gelato" di Domodossola
ore 11.30 - Apertura de "L'Osteria del Gusto" a cura di Slow Food Condotta Valle Ossola
ore 14.30/15.00 - Degustazione guidata di alcune varietà di mele piemontesi
ore 17.00 - Conferenza del prof. Gian Mauro Mottini sul tema: "Le produzioni agroalimentari tipiche della Val d'Ossola: storia, curiosità e prospettive di valorizzazione"
ore 18.00 - Chiusura mostra

SABATO 20
ore 9.00 - Apertura mostra e mercato dei prodotti agroalimentari tradizionali ossolani
ore 10.00/11.30 - Degustazione guidata di alcune varietà di mele piemontesi
ore 11.30 - Apertura de "L'Osteria del Gusto"
ore 15.30 - Incontro con l'Esperto:  "Tecniche e segreti nella conduzione di un piccolo frutteto" a cura di Marco Maffeo
ore 18.00 - Chiusura mostra

Si veda il volantino a questo link:
http://www.collegiorosmini.it/index.php?option=com_docman&task=doc_view&gid=149〈=it






martedì 16 ottobre 2012

Dop al formaggio Ossolano: via libera della Regione

http://www.corrieredinovara.com/it/web/via-libera-della-regione-per-la-dop-al-formaggio-ossolano-12242/sez/arona-verbano-e-ossola

16-10-2012

Lucia Panagini

Via libera della Regione per la Dop al formaggio Ossolano
E intanto il formaggio delle nostre montagne avrà un evento al Salone del Gusto

VERBANIA - E' a buon punto l'iter per il riconoscimento del marchio di qualità Dop al formaggio ossolano. Nelle scorse settimane la Regione ha dato il via libera al disciplinare e ora si attende il nulla osta ministeriale e comunitario.
"La fase più complessa e impegnativa è alle spalle - sottolineano l’Assessore provinciale all’Agricoltura e Montagna Germano Bendotti e il Presidente Massimo Nobili - Il marchio consentirà ai formaggi delle nostre valli di crescere in termini di immagine a fronte di valori nutrizionali e di sapore che non hanno bisogno di molte parole. Basta un assaggio!".
Un assaggio che si potrà gustare anche a Torino, in occasione del Salone del Gusto, quando il formaggio ossolano avrà uno spazio tutto per sè. Durante l'evento internazione dedicato all'enogastronomia, infatti, lo Spazio ‘IncontraPiemonte’ della Regione, al padiglione 2 – stand 2F 051 – ospiterà infatti la presentazione e la degustazione guidata dal titolo “Ossolano: un grande formaggio sulla via della DOP” a cura di Giovanni Tacchini, presidente del Consorzio di Tutela del Formaggio Ossolano e di Roberto Garrone, viticoltore ed enologo.


Ottobre 2012: Mostra delle Mele Ossolane a Domodossola

http://www.insubrianotizie.eu/news-menu-2/attualitamenu/cultura-menu/mafestazioni-menu/8791-domo-al-via-la-mostra-pomologica

Martedì 16 Ottobre 2012, 07:45 * Home-Notizie-Attualità-Manifestazioni

Scritto da redazione

Domodossola: al via la mostra pomologica

Nella biblioteca del collegio Rosmini di Domodossola è stata presentata in una conferenza stampa indetta dalla condotta slow food ossolana la quinta edizione della mostra pomologica provinciale. A fare gli onori di casa, la vice preside dell’istituto professionale per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera “Mellerio Rosmini”, Giampiera Pinaglia, che ha detto “Siamo felici di ospitare questa mostra dedicata alle mele perché è nostro intento valorizzare questo storico edificio posto al centro della città , dove si è chiusa domenica 14 la mostra sui beni ambientali promossa dal Rotary provinciale. Tra l’altro da tempo è in atto una proficua collaborazione tra la condotta slow food della valle ossola e la nostra scuola”. Fiduciario della condotta ossolana è Gigi Pagani che insieme a Mirella Gentili ha illustrato alla stampa il programma della due giorni di venerdì 19 e sabato 20 ottobre, programma che prevede momenti guidati alla scoperta del mitico frutto della mela. L’esperto Marco Maffeo è già arrivato nella sua ricerca di tipi di mela a 420 specialità. Quest’anno in particolare i confini della partecipazione alla mostra si sono allargati alle regioni limitrofe fino ad arrivare in Emilia. Presente anche l’artista Peppino Stefanoni che come valore aggiunto preparerà una mostra di pittori con la collaborazione della associazione quantarte. Molto allettanti le prospettive presentate dal presidente pro tempore della associazione produttori agricoli ossolani, Pier Franco Midali. Certo che se il progetto della produzione e della commercializzazione delle mele ossolane avrà lo stesso successo dei prodotti vinicoli, sarà veramente un bene per il territorio che tra l’altro potrà consumare, a detta degli esperti, un prodotto meno trattato e a chilometri zero.

Un’assurda proposta di smantellamento di più di metà delle linee regionali svizzere

http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=277719&rubrica=21

16.10.2012, 16:27 * OSPITI


Carlo Lepori - Niente più treni regionali?




Un’assurda proposta di smantellamento di più di metà delle linee regionali svizzere; in Ticino non resterebbe più nulla! Una misteriosa proposta di ordinanza del Consiglio federale, in consultazione – pare – da alcuni giorni, è la notizia incredibile che sta girando in Svizzera da domenica scorsa. Più di metà delle 300 linee ferroviarie regionali sarebbero da smantellare perché non raggiungerebbero un sufficiente livello di redditività! 


Corale lo sdegno: dall’Unione dei trasporti pubblici e l’Associazione traffico e ambiente ai Cantoni: si sta proponendo di distruggere un’infrastruttura che molti ci invidiano e di buttare a mare la politica dei trasporti pubblici di qualità che si è costruita con fatica negli ultimi decenni.

In Ticino poi sarebbero toccate tutte le linee più importanti: TILO, Fart e FLP. Sembra di essere tornati negli anni cinquanta all’epoca dello smantellamento delle ferrovie locali di Tesserete, Cadro-Dino, Valle Maggia ecc. Una politica, poi sempre criticata come miope, che ci ha privati di infrastrutture che oggi sarebbero utilissime.

Nel dettaglio: la S10 Chiasso-Airolo (con la S20 Bellinzona-Castione) di TILO è l’asse portante della nuova rete di treni suburbani in Ticino: un successo di cui andiamo fieri; una conquista dopo decenni di sostegno alle infrastrutture del trasporto motorizzato individuale. Lo stesso vale per la FLP Lugano-Ponte Tresa, elemento caratterizzante del Programma di agglomerato del Luganese (PAL), di cui si stanno studiando prolungamenti verso Manno, il Centro di Lugano e nuove linee tra Cornaredo e il Pian Scairolo. Ed è pensabile un Ticino senza la Centovallina (Locarno-Domodossola) verso la linea del Sempione o senza la linea Cadenazzo-Luino?

La notizia è apparsa per la prima volta su «NZZ am Sonntag» di domenica scorsa: mancano ancora i dettagli per capire con che criteri si calcolerebbe la redditività delle linee e quali sarebbero le linee toccate, tenendo conto per esempio anche dei finanziamenti dei Cantoni e dei Comuni, che in Ticino sono molto importanti.

Ma in ogni caso la proposta, come quella dell’ordinanza, di sostituire tutte queste linee ferroviarie con servizi di bus, quindi riportando tutti questi passeggeri sulla strada, è un’assurdità di fronte alla crisi del sistema stradale. Abbiamo bisogno di più treni non di meno!

Carlo Lepori, Vice presidente PS