martedì 11 settembre 2012

Piemonte, adesso spunta una quinta provincia: Vercelli di nuovo con Biella e Novara con il Verbano Cusio Ossola

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11 settembre 2012 * Repubblica Torino / Cronaca / Piemonte


di MARIACHIARA GIACOSA

Piemonte, adesso spunta una quinta provincia

Vercelli di nuovo con Biella e Novara con il Verbano Cusio Ossola. Il presidente regionale dà il via libera al progetto che aumenta da quattro a cinque le province che vengono mantenute

Il presidente Cota dà il suo benestare al Piemonte diviso in cinque. Niente Grande Novara o Quadrante, come lo chiama qualcuno, ma il ritorno alla situazione di quindici anni fa quando Vercelli stava con Biella e Novara con il Verbano Cusio Ossola. E così, con tutta probabilità, tra un mese quando il Piemonte dovrà dire a Roma come dividere le sue Province, il risiko si comporrà di cinque aree e non più di quattro come sembrava stabilito prima dell'estate. «All'inizio ero favorevole alla creazione di quattro sole province - ha spiegato Cota - ma adesso, con l'elezione indiretta e i nuovi criteri decisi dal governo credo che abbiamo ragione quei comuni del vercellese che si oppongono alla fusione con Novara, perchè non avrebbero più nessuna voce in capitolo».
Il governatore l'ha detto ieri aprendo i lavori del Consiglio regionale che si è riunito in seduta congiunta con il Cal, il Consiglio delle autonomie locali per parlare del futuro delle Province. I tempi ora sono stretti: entro il 2 ottobre la nuova mappa del Piemonte dovrà essere sulla scrivania del governatore.

A giugno i giochi sembravano fatti. Al posto delle attuali otto in Piemonte sarebbero nate quattro Province: l'area metropolitana di Torino, Cuneo, Alessandria insieme a Asti e la Grande Novara, che avrebbe raccolto sotto il capoluogo principale anche Vercelli, Biella e Verbano Cusio Ossola. Poi però sono cambiati i criteri e sono spuntati i campanilismi, soprattutto a sud e est. Difficile che riesca
la manovra degli astigiani che vorrebbero scampare la fusiore con Alessandria e fare la «Provincia del vino» con Langhe e Roero. Ancora più forti le pressioni contro la Grande Novara.
Carlo Riva Vercellotti, presidente del Cal e della Provincia di Vercelli, è determinato alla fusione a due con Biella, che rispetterebbe i criteri di popolazione, di superficie e di numero dei comuni imposta dal governo. Ha l'appoggio dei comuni e delle associazioni imprenditoriali locali e, da ieri, ha anche la benedizione di Cota. Non sono d'accordo però le opposizioni: il capogruppo del Pd, Aldo Reschigna, resta fedele all'ipotesi di quattro province, sostenuta anche dal torinese Antonio Saitta. Della stessa opinione Luigi Ricca, dei socialisti e il consigliere di Italia dei valori, Andrea Buquicchio. Spinge invece per la soluzione a cinque il Pdl, mentre Progett'azione contesta il decreto del governo e ha invitato la Giunta a non presentare alcuna ipotesi di riordino.

In attesa di definire la nuova mappa del Piemonte Cota ha annunciato il ricorso del Piemonte alla Corte costituzionale, «in nome della ragionevolezza e della buona amministrazione» contro il decreto sulla Spending review che appunto contiene i criteri per le nuove Province. «Parliamo di ridisegnare le Province - ha detto il governatore - ma è un esercizio accademico perchè in realtà il governo le sta uccidendo, spogliandole di molte competenze e con forti tagli. Fare il presidente di Provincia - ha aggiunto - oggi è oggettivamente impossibile. Non riescono nemmeno a chiudere i bilanci: non perché sono dei cretini, ma perché non hanno le risorse». Nel mirino di Cota, che su questo punto ha incassato il via libera unanime del Consiglio, ci sono in particolare due articoli del decreto:  quello che riduce i fondi alle amministrazioni provinciali e quello che contiene le modalità di elezione dei presidenti «che saranno nominati - ha detto Cota - non rappresenteranno nessuno e renderanno impossibile governare e prendere decisioni». Un altro ricorso della Regione, quello contro il decreto Salva Italia, sarà discusso davanti alla Corte il 6 novembre.

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