venerdì 20 luglio 2012

Varese non sarà più provincia: il futuro è l'Insubria

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20/07/2012 | Attualita

Non tutto il male vien per nuocere
Varese non sarà più provincia: il futuro è l'Insubria


Varese non sarà più provincia: il futuro è l'Insubria
Insubria


Come previsto il territorio non rientra nel parametro della superficie. Nella stessa condizione Como, Lecco, Monza e Brianza e Sondrio. Unirsi è utopia?
La notizia c'è ma fino a un certo punto. Quello definito oggi dal Consiglio dei Ministri sulla base della spending review era stato anticipato da un bel pezzo: Varese non sarà più provincia. Nonostante la sua gestione virtuosa anche lei cade sotto ai tagli lineari stabiliti dai "professoroni" di Monti.
In base ai parametri voluti dal Governo (numero abitanti ed estensione geografica), in Lombardia resterebbero in vita (noi usiamo ancora il condizionale perché siamo in Italia, n.d.r.) solo quattro delle attuali dodici Province: Milano, Brescia, Bergamo e Pavia.
La provincia di Varese supera abbondanemente il limite di 350 mila abitanti (siamo intorno agli 800mila, n.d.r.) e il numero di comuni, che nel Varesotto sono 141. Ma a "tradire" è l' estensione territoriale: circa 1.200 chilometri quadrati contro i 2.500 previsti dal Governo. In tutta Italia dovrebbero essere 64 su 107 le province da accorpare

E quindi, in base a quello che si dice, si prepara il "toto-accorpamento". Varese potrebbe "allearsi" e tornare con con Como - già era così prima che il Duce, nel 1927, ne decidesse l'autonomia -, oppure studiare strade diverse.
Ad esempio quello della Provincia dell'Insubria: oltre a Como l'"alleanza" insubrica potrebbe coinvolgere altre province lombarde per cui è stata decisa la fine.Infatti, quelle che unite darebbero vita a un territorio omogeneo per storia, cultura, lingua e un'economia forte da farne un "super provincia" del Nord sono Lecco, Monza-Brianza e Sondrio. Il massimo sarebbe aggiungerci anche il Vco che però è Piemonte e la faccenda si complica.
L'altra possibilità - che onestamente non affascina - sarebbe una Varese che rientra nella Città Metropolitana milanese con il trait d'union rappresentato dall'areoporto di Malpensa. Ma alla fine ne risulterebbe per forza "appiattita" in tutto e per tutto dallo strapotere del capoluogo meneghino.
E allora meglio guardare a Nord, a una provincia dell'Insubria pronta a un dialogo serrato col Canton Ticino e il Vco, pronta ricercare col tempo una sua autonomia.
Non tutto il male vien per nuocere si potrebbe dire.
Ma i politici che credono nell'Insubria - e non lo reputano unicamente un nome da università, società sportiva, consorzio o altro - devono darsi da fare, perchè l'occasione di dare dignità amministrativa al territorio insubre non è da sottovalutare.

IL DESTINO DELLE PROVINCE DEL NORD
Sulla base dei criteri di riordino delle Province approvati oggi dal Cdm, l'Ansa ha calcolato, su dati Istat, le Province salve e quelle che invece verrebbero accorpate.
In Piemonte, su otto Province attuali, quelle salve sarebbero Torino, Cuneo e Alessandria; via le attuali Province di Vercelli, Asti, Biella, Verbano-Cusio Ossola e Novara.
In Lombardia rimarrebbero Milano Brescia, Bergamo, Pavia, mentre dovrebbero essere accorpate le attuali Province di Lecco, Lodi, Como, Monza Brianza, Mantova, Cremona, Sondrio e Varese.
Nel Veneto rimarrebbero in vita Venezia Verona e Vicenza. Accorpamento in vista per Rovigo, Belluno, Padova, Treviso.
In Liguria su quattro Province attuali ne scompaiono due, Savona e Imperia; salve Genova e La Spezia.
In Emilia Romagna sì a Bologna, Parma, Modena e Ferrara; accorpate Reggio Emilia, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Piacenza.
Infine in Friuli, su 4 Province iniziali, due rimangono in vita, Trieste e Udine, due vengono tagliate o meglio accorpate: Pordenone e Gorizia.

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