martedì 31 luglio 2012

Ospitalità italiana: il marchio di qualità per le strutture ricettive

http://www3.varesenews.it/insubria/articolo.php?id=240086

31/07/2012 * VareseNews > Insubria

Novara

Ospitalità italiana: il marchio di qualità per le strutture ricettive
Si è aperto il bando per assegnare il marchio di ospitalità 2013. Si tratta della certificazione riservata a strutture alberghiere, agri turismo, campeggi, rifugi

Pubblicati i bandi di selezione per l’assegnazione del marchio Ospitalità Italiana edizione 2013, il marchio di qualità delle imprese del comparto turistico.
Promosso dalla Camera di Commercio del Verbano Cusio Ossola in collaborazione con Federalberghi Novara- Verbano Cusio Ossola, F.A.I.T.A., I.S.N.A.R.T., Regione Piemonte e leassociazioni di categoria del comparto agricolo il marchio Ospitalità Italiana valorizza l’offerta turistica di qualità, favorendo la crescita qualitativa delle imprese, a garanzia della tutela del consumatore ed a beneficio dell’intero settore turistico territoriale.
Il percorso di certificazione, totalmente gratuito, si rivolge in particolare agli alberghi, residenze turistiche alberghiere, campeggi, agriturismi, rifugi alpini ed escursionistici della provincia.

Cura del cliente, personale qualificato e promozione del territorio sono solo alcuni degli aspetti considerati per l’assegnazione del marchio Ospitalità Italiana che, grazie allo sviluppo di regole condivise da operatori e consumatori, uniformi e riconoscibili a livello nazionale ed internazionale, assume il ruolo sia di punto di riferimento per una scelta mirata e consapevole del turista che di importante veicolo promozionale per le imprese turistiche assegnatarie, in modo da offrire al cliente la garanzia del rispetto di elevati standard di qualità.
Alberghi, campeggi, agriturismi, residenze turistico alberghiere, rifugi alpini ed escursionistici del territorio provinciale, non ancora titolari del marchio, possono candidarsi alla selezione presentando la domanda di partecipazione alla Camera di Commercio del V.C.O. – S.S. del Sempione, 4 –28831 – Baveno.
Bandi di selezione e moduli di domanda sono scaricabili dal sito www.vb.camcom.it/interventi per il territorio. La partecipazione all’iniziativa è gratuita.
Le strutture ricettive già titolari del marchio di qualità per l’anno 2012 non dovranno presentare nuova candidatura, ma potranno ricevere nel mese di agosto o di settembre la visita di valutazione per la conferma del marchio per l’anno 2013.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Servizio Regolazione del Mercato ai nn. 0323/912.827-822, e-mail regolazione.mercato@vb.camcom.it oppure consultare il sito camerale www.vb.camcom.it/ interventi per il territorio.

Map-Card: cartina che funziona anche da “card” per scoprire l'entroterra e le valli dell'Ossola con 80 convenzioni

http://www.distrettolaghi.it/notizie/una-map-card-scoprire-lentroterra-e-le-valli-con-80-convenzioni-voi

31/07/2012 * Notizie

Una "Map-Card" per scoprire l'entroterra e le valli con 80 convenzioni per voi

Nuova iniziativa del Distretto Turistico dei Laghi Monti e Valli per invitare il turista sui laghi a conoscere l'entroterra, con oltre 80 strutture convenzionate.

Una "map-card" ideata dal Distretto Turistico con 80 convenzioni per te
Una "map-card" ideata dal Distretto Turistico con 80 convenzioni per te 
Si tratta di una innovativa formula di Map-Card, ovvero una cartina che funziona anche da “card” con dodici proposte di escursioni e gite nelle valli e nell'entroterra, geolocalizzate sulla mappa, accompagnate da oltre ottanta convenzioni: ristoranti, bar, agriturismi, ingressi scontati alle Terme, nei musei e agevolazioni con guide e accompagnatori escursionistici.


In sostanza un vero e proprio strumento di promozione delle valli e degli operatori turistici che vi operano, finalizzato a facilitare la mobilità sul territorio e la commercializzazione del prodotto turistico, dalle attività per il tempo libero alla ristorazione tipica.
“Escursioni nelle valli intorno ai laghi” è il nuovo prodotto editoriale del Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli: non una semplice guida o cartina, ma un vero e proprio strumento di promozione delle valli e degli operatori turistici che vi operano. La carta infatti, realizzata nelle versioni in italiano e in inglese, propone una selezione di dodici escursioni che il turista può programmare in totale autonomia: dalle classiche destinazioni, come Macugnaga, Formazza, i parchi naturali e Domodossola, a quelle raggiungibili in venti minuti dai laghi, come le località sulla sponda del fiume Toce, o ancora le colline di Verbania. Proposte di visita per stare all'aria aperta e conoscere le bellezze naturali o la cultura dei luoghi intorno ai laghi, ma anche per praticare attività e concedersi una giornata “attiva” o scoprire l'enogastronomia locale.
Ognuno dei dodici percorsi, descritto in maniera essenziale, è corredato infatti da una serie di convenzioni proposte dagli operatori aderenti: si va dal più classico sconto in ristoranti, bar ed esercizi pubblici, ad agevolazioni per ingressi, biglietti servizi.
Tutte le convenzioni sono disponibili anche su internet all'indirizzo www.distrettolaghi.it/convenzioni
La cartina “Escursioni nelle valli intorno ai laghi” si può scaricare direttamente dal sito (per gli utenti registrati - nella sezione ebook) ed è in fase di distribuzione anche nei campeggi sul lago Maggiore, il lago d'Orta e il lago di Mergozzo, e sarà disponibile anche in tutti gli uffici IAT del territorio.

Distretto Turistico arriva la "Map-Card": invitare il turista sui laghi a conoscere l'entroterra

http://www.verbanianotizie.it/?s=1&c=4&n=2157


Distretto Turistico arriva la "Map-Card"

Nuova iniziativa del Distretto Turistico dei Laghi Monti e Valli, con la "Map-Card", per invitare il turista sui laghi a conoscere l'entroterra, con oltre 80 strutture convenzionate.


Pochi giorni fa TripAdvisor, il più diffuso portale internet di recensioni turistiche, ha confermato l'interesse dei turisti per nuove mete, tra le quali il Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell'Ossola è presente due volte nella top ten nazionale, tra cui, con il lago d'Orta, anche l'Ossola, con la Val Formazza e il Calvario di Domodossola.

“Questo risultato è frutto, tra l'altro, di una massiccia azione promozionale e di sostegno allo sviluppo turistico delle Valli intrapreso negli ultimi anni dal Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli” - commenta il Presidente Antonio Longo Dorni - “ed è fondamentale proseguire su questa strada con la collaborazione di tutti, enti, operatori, pro loco e produttori”.

“Come azienda turistica stiamo sempre più investendo per arricchire e diversificare l'offerta turistica, con iniziative che abbiamo ricadute economiche importanti per il territorio: tra le ultime iniziative basti pensare ai Fuochi a Formazza con prenotazioni molte settimane prima dell'evento”

In questo contesto si inserisce il nuovo prodotto del Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli, che apre una serie di iniziative e proposte riferite all'Ossola e alle Valli.
Si tratta di una innovativa formula di Map-Card, ovvero una cartina che funziona anche da “card” con dodici proposte di escursioni e gite nelle valli e nell'entroterra, geolocalizzate sulla mappa, accompagnate da oltre ottanta convenzioni: ristoranti, bar, agriturismi, ingressi scontati alle Terme, nei musei e agevolazioni con guide e accompagnatori escursionistici.

In sostanza un vero e proprio strumento di promozione delle valli e degli operatori turistici che vi operano, finalizzato a facilitare la mobilità sul territorio e la commercializzazione del prodotto turistico, dalle attività per il tempo libero alla ristorazione tipica.

“Escursioni nelle valli intorno ai laghi” è il nuovo prodotto editoriale del Distretto Turistico dei Laghi Monti e Valli: non una semplice guida o cartina, ma un vero e proprio strumento di promozione delle valli e degli operatori turistici che vi operano. La carta infatti, realizzata nelle versioni in italiano e in inglese, propone una selezione di dodici escursioni che il turista può programmare in totale autonomia: dalle classiche destinazioni, come Macugnaga, Formazza, i parchi naturali e Domodossola, a quelle raggiungibili in venti minuti dai laghi, come le località sulla sponda del fiume
Toce, o ancora le colline di Verbania. Proposte di visita per stare all'aria aperta e conoscere le bellezze naturali o la cultura dei luoghi intorno ai laghi, ma anche per praticare attività e concedersi una giornata “attiva” o scoprire l'enogastronomia locale.

Ognuno dei dodici percorsi, descritto in maniera essenziale, è corredato infatti da una serie di convenzioni proposte dagli operatori aderenti: si va dal più classico sconto in ristoranti, bar ed esercizi pubblici, ad agevolazioni per ingressi, biglietti servizi.
Tutte le convenzioni, gli itinerari ed i servizi saranno disponibili anche su internet attraverso il sitowww.distrettolaghi.it – che presenta anche un a nuova sezione dedicata all'outdoor.

La cartina “Escursioni nelle valli intorno ai laghi” è in fase di distribuzione in tutti i campeggi sul lago Maggiore il lago d'Orta, e sarà disponibile anche in tutti gli uffici IAT del territorio.

Provincia Verbano-Cusio-Ossola: dove andare, quale futuro?


Vco con le valigie ma dove andare?

In questi giorni si inseguono voci, idee, proposte, da tutte le parti politiche sul futuro della provincia del VCO, la destra vuole andare a Est la sinistra lamenta che si sono dimenticati del Nord. E al centro della Provincia restano i cittadini speriamo non dimenticati...


Nelle ultime ore autorevoli esponenti del centro destra sono affascinati da una nuova fantasia, che porta verso Varese:

Massimo Nobili Presidente Provincia del VCO:
"Se il governo abolisce il nostro ente, vogliamo andare con Varese".
"Si è convenuto che la creazione di una grande provincia di quadrante, con novecentomila abitanti e la potenzialità di diversi distretti industriali - continua Nobili - aprirebbe scenari futuri di sviluppo grazie alla forza di un ente intermedio che per dimensioni sarebbe tra i primi di tutto il Nord Italia. La seconda opzione, in una situazione di riassetto territoriale globale, ci porta a un'apertura verso la Lombardia, per disegnare un futuro in più stretto collegamento, date le evidenti affinità, con Varese, il nostro naturale territorio di riferimento. Certo più complessa nell'essere perseguita, ma una strada che può essere tentata solo in un momento come questo, di revisione totale dei confini territoriali".


Marco Zacchera sindaco di Verbania:
"E se incorporazioni devono essere, perché non usare allora criteri di funzionalità MA ANCHE LA POSSIBILITA’ DI CAMBIARE REGIONE DI SPECIFICI TERRITORI SE SI CREANO UNIFORMITA' DI AREE ? Può essere che nella stessa provincia vi siano aree diverse che per comunicazioni, storia, collegamenti, interessi economici o contiguità geografiche hanno o possono avere diversi riferimenti.
Per esempio non è demagogia dire che il Lago Maggiore – e Verbania in particolare - ha molte più relazioni con Varese e la Lombardia che non con Novara. SE SOPPRIMONO LA PROVINCIA POSSIBILE CHE I CITTADINI NON DEBBANO AVERE ALMENO IL DIRITTO DI SCEGLIERE DEMOCRATICAMENTE E CON REFERENDUM CON CHI VOGLIONO STARE ?"


Dario Galli Presidente Provincia di Varese :
"Arrivare a una Provincia dell'Insubria non è facile, ma possibile. Ho già saputo dell'ipotesi di Verbania. Adesso dobbiamo lavorare sulla volontà politica di arrivarci. E non è cosa facile".

Da sinistra invece lamentano totale disintereste per i problemi della Provincia attuale del VCO, le polemiche arrivano dopo l'ultimo Consiglio Provinciale di ieri.

Stefano Costa consigliere Provinciale :
"Questa mattina si e' riunito il Consiglio Provinciale discutendo a lungo sul futuro della Provincia tra sostenitori della "grande provincia di Quadrante", altri della Regio Insubrica altri semplicemente nostalgici per il mancato ottenimento dell'autonomia. Tutti pero' concordi sull'importanza del mantenimento dei servizi qualunque cosa accadrà. Istituita la commissione che dovrà studiare tutti i possibili scenari si trattava di votare un mio ordine del giorno a tutela del punto nascite dell'ospedale San Biagio di Domodossola. Più precisamente mi riferivo all'unico atto ufficiale della Regione Piemonte, ovvero una Delibera di Giunta Rgionale che nell'affidare i compiti al nuovo Direttore Generale prevede nell'allegato A al punto 6 testualmente: "Attuare la chiusura del punto nascite di Domodossola e l'attivazione del laboratorio di emodinamica compresa la sua localizzazione". La mia proposta di deliberazione consisteva nella richiesta alla Regione Piemonte di stralcio dalla delibera in oggetto e suoi allegati, della frase "attuare la chiusura del punto nascite di Domodossola" lasciando il resto. Appena ho iniziato a leggere la mia proposta di Odg c'è stato un "fuggi fuggi generale" che ha visto assentarsi in un batter d'occhio quasi tutti i consiglieri provinciali "non ossolani", compreso il Presidente Nobili, e viceversa rimanere ai loro posti solo Ravaioli, Graziobelli e ovviamente il sottoscritto per il Pd, Inzaghi di Rifondazione, Campanini e Lorenzi della Lega, Lapidari, Minnini e Bravi del Pdl. Certo l'odg sarà riproposto a settembre e magari anche votato trovando una sintesi che "non dia fastidio a nessuno" ma perché non si e' potuto farlo questa mattina? Sono deluso e amareggiato e di sicuro avrei appoggiato una iniziativa analoga che avesse penalizzato il Castelli di Verbania o il Madonna del Popolo di Omegna in qualsivoglia servizio fondamentale. Stefano Costa Consigliere Provinciale".

Formaggio Ossolano verso marchio DOP di Denominazione di Origine Protetta

http://www.vcoazzurranews.tv/index.php/news-menu-2/attualitamenu/6018-formaggio-ossolano-un-ulteriore-passo-verso-la-dop

31 Luglio 2012, 08:08 * Notizie  Attualità

Scritto da Cristina Pettenuzzo

Formaggio “Ossolano”: un ulteriore passo verso la Dop

formaggioLa Giunta Regionale ha espresso all’unanimità parere favorevole all’istanza di riconoscimento a Denominazione di Origine Protetta per il formaggio “Ossolano”, richiesta avanzata lo scorso febbraio da parte del Consorzio Valorizzazione e Tutela del formaggio stesso.
L’istanza per l’ottenimento della Dop e il relativo disciplinare non hanno raccolto osservazioni contrarie nel periodo di pubblicazione sul bollettino ufficiale, l’iter dunque, come previsto da regolamento, può dunque proseguire alle fasi successive. Un percorso che continua consacrando le eccellenze della Regione Piemonte, attualmente i prodotti Dop nostrani sono infatti 13, un ulteriore tassello che va ad aggiungersi ad un comparto, l’agroalimentare piemontese, che fa dell’altissima qualità la propria peculiarità. Adesso la Regione trasmetterà al Ministero il parere favorevole al riconoscimento Dop.
‘Tutelare i nostri prodotti – dichiara il Governatore del Piemonte Roberto COTA – significa tutelare concretamente le nostre tradizioni e quindi la nostra identità. Su questo fronte la Giunta regionale ha le idee chiare e promuovere interventi in questa direzione''.
Claudio Sacchetto, Assessore Regionale all’Agricoltura: “La partita legata al Dop del formaggio “Ossolano” prosegue con nuova forza, i funzionari competenti potranno affrontare le tappe burocratiche che ancora mancano”.

lunedì 30 luglio 2012

Formaggio Ossolano, riconoscimento marchio "DOP"

http://edizioni.lastampa.it/vco/articolo/lstp/13617/

30.07.2012 * VERBANIA

Formaggio "dop", via libera dalla Regione


Il formaggio ossolano vuole il riconoscimento dop

L'ultimo parere spetta al ministero delle Politiche agricole

FRANCESCA ZANI
Via libera della Regione al riconoscimento del marchio dop (denominazione di origine protetta) per il formaggio ossolano. Ora il passo finale è l’approvazione da parte del ministero delle Politiche agricole. «E’ il riconoscimento di una qualità e una cultura enogastronomica dell’Ossola che potrà fare del formaggio ossolano un prodotto principe» dicono i consiglieri regionali della Lega Nord Michele Marinello e Roberto De Magistris.


Dal Gal un manuale per il recupero architettonico dei beni Ossolani

http://www.ossolanews.it/ultime/index.php?option=com_content&view=article&id=5762:dal-gal-un-manuale-per-il-recupero-architettonico-dei-beni-ossolani&catid=1:ultime&Itemid=50

30-07-2012 * DOMODOSSOLA

Dal Gal un manuale per il recupero architettonico dei beni ossolani

Il Gal Laghi e Monti del Vco ha predisposto un manuale di indirizzo per il recupero del patrimonio edilizio esistente, dei beni di valenza etnoantropologica, e storico - architettonico – documentaria. Tale manuale è stato realizzato dal Professor arch. Giovanni Simonis, con l’obiettivo di realizzare uno strumento conoscitivo e metodologico per il recupero del patrimonio architettonico, il mantenimento e la salvaguardia dei valori culturali dei luoghi, tenendo conto della nuova area territoriale del GAL. Altro obiettivo che si è posto il manuale è quello di far superare la sporadicità e la frammentazione degli interventi già realizzati; nel contempo si propone di potenziare la fruibilità dei beni culturali da parte della popolazione e dei potenziali turisti attraverso l’inserimento, degli stessi beni, nei circuiti tematici e territoriali. Lo studio si propone di rendere agevoli, secondo gli standard attuali (condizioni igienico sanitarie, controllo termico, corretto utilizzo risorse energetiche, facilità di manutenzione, dotazione di servizi e attrezzature tecnologiche), le antiche abitazioni senza alterarne anzi, dove necessario, recuperandone la qualità architettonico ambientale e le caratteristiche specifiche, in una parola rispettando e valorizzando l’identità locale Il manuale suddivide il territorio del Gal in sette zone “tipologiche”, descrivendo per ciascuna di esse le tipologie costruttive esistenti e le modalità con cui devono essere realizzati gli interventi di recupero architettonico. Un aspetto importante da tenere in considerazione è il fatto che il manuale è propedeutico all'uscita di un bando (prevedibilmente entro i primi mesi del prossimo anno) che finanziera' interventi, operati da soggetti pubblici, per il recupero sul patrimonio architettonico sino al 70 % della spesa. Un requisito indispensabile per accedere al bando e' che il Comune che intende partecipare al bando sugli interventi strutturali recepisca all'interno del proprio regolamento edilizio il manuale del Gal. Il Gal per quest'ultimo bando ha un budget di contributo Leader pari a 300 mila euro.
macugnaga baite





Il consiglio chiede unita' del territorio e il doppio capoluogo per Verbania e quando si deve votare per il Punto nascite domese manca il numero legale

http://www.ossolanews.it/ultime/index.php?option=com_content&view=article&id=5773:via-da-questa-provincia-matrigna-il-consiglio-chiede-unita-del-territorio-e-il-doppio-capoluogo-per-verbania-e-quando-si-deve-votare-per-il-punto-nascite-domese-manca-il-numero-legale&catid=1:ultime&Itemid=50

30-07-2012 * DOMODOSSOLA

Via da questa Provincia matrigna!
Il consiglio chiede unita' del territorio e il doppio capoluogo per Verbania e quando si deve votare per il Punto nascite domese manca il numero legale


Un politico di vecchio corso, che fu da Ossolano nell'ex Provincia di Novara, riassume così il discorso sul futuro degli enti e cosa convenga per l'Ossola: "E' naturale per chi e' terzo accordarsi con il primo per far fuori il secondo. Lo dissi quando fecero il Vco, Omegna si alleerà con Verbania e l'Ossola sarà fregata. Lo sanno benissimo che potrebbe capitare l'inverso, tornassimo con Novara sarebbero Verbania ed Omegna a subire, e l'Ossola a ricevere di più". Chissà se ha ragione lo scafato politico, certo e' che in Provincia oggi si e' dimostrato che sin quando c'e' da invocare unita' d'intenti per il Vco (non a caso l'unica provincia italiana contraddistinta da un acronimo...ndr) sono tutti d'accordo, quando si rivendica il doppio capoluogo per non perdere i cospiqui vantaggi (citati dal sindaco Zacchera in un recente scritto ndr.) sono tutti d'accordo. Quando c'è da votare per il Punto Nascite domese manca il numero legale. A livello provinciale peggio di così non potrà mai andare.

Provincia di Novara-Stemma


I 100 anni del treno della Jungfrau: la ferrovia più alta d'Europa, con incredibile tunnel scavato nell' Eiger

http://viaggi.repubblica.it/articolo/i-100-anni-del-treno-della-jungfrau/226037

30 luglio 2012 * Vacanze - Svizzera

di Arturo Cocchi

ICONE

I 100 anni del treno della Jungfrau

Il 1° agosto 1912 l'inaugurazione della ferrovia più alta d'Europa. Con l'incredibile tunnel scavato nella parete dell'Eiger. A un secolo di distanza, lascia ancora senza fiato









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Cent'anni: un lasso di tempo minimo o enorme, a seconda della prospettiva. Di sicuro, sono un'infinità, se si tratta degli anni di vita della ferrovia della Jungfrau, se si vuole il trenino di montagna svizzero ante-litteram, assieme al Bernina Express. La linea, che porta di fatto dai 500 metri di Interlaken ai 3.454 dello Jungfraujoch, in uno dei tetti d'Europa, il 1° agosto prossimo festeggia il primo secolo di vita, almeno se ci si riferisce all'inaugurazione, perché l'opera fu completata nei primissimi giorni del 1912 (evento che la Svizzera ha salutato, a inizio 2012, con una spettacolare proiezione laser notturna della bandiera elvetica sulla parete della "vergine", il monte che appunto dà il nome all'intera area).
Dettagli, se si pensa che la costruzione della linea, che ha la sua parte più audace nel tunnel che, per sette chilometri, buca letteralmente la mitica, maledetta, parete Nord dell'Eiger, ad altitudini comprese tra i 2.500 e i 3.000 metri, con tanto di stazioni intermedie e vetrate panoramiche. E che il tutto, costruito a partire dal 1896, fu pensato almeno 40 anni prima. In altre parole, nel tardo Ottocento, gli svizzeri hanno pensato a un treno che altro non sarebbe servito che a portare gli ospiti ad ammirare le loro montagne.

Lucida follia, dal momento che parliamo di una nazione da sempre pragmatica e lungimirante, che già a quell'epoca poteva vantare un secolo di neutralità e che, tornando ai trasporti, sviluppava in quegli stessi anni quella sua rete ferroviaria, sempre di montagna, ma di linea, che è tuttora uno dei suoi fiori all'occhiello, utilizzata (anche) per finalità turistiche, ma soprattutto come rete neurale della movimentazione, anche delle merci, che nella Confederazione da decenni viaggiano per la stragrande maggioranza su rotaia. Tunnel infiniti scavati nella montagna già da tempo immemorabile, che in questi anni vengono "raddoppiati", con nuove gallerie che partono dalla base dei monti, e misurano due volte tanto (il Lötschberg e il nascente Gottardo da 57 km, ad esempio). Il tutto con servizi di trasporto su treno per i mezzi privati che anziché girare attorno alle Alpi per decine se non centinaia di chilometri le attraversano in mezz'ora o un'ora. E ancora. villaggi preclusi alle auto (come la stessa Wengen, attraversata dalla Jungfraubahn, la linea della Jungfrau, o la vicina Murren, o Zermatt e Saas Fee). Sembrano la missione di un partito ambientalista di oggi, invece tutto questo a Nord del Sempione esiste da decenni, se non da un secolo.

Vediamola, questa opera d'ingegno, che nel primo anno di vita attirò 39mila viaggiatori (non pochi, se si pensa all'epoca), e oggi ne calamita 765mila (non male, visto il prezzo, tutto svizzero, da circa 140 euro, per raggiungere il punto più alto dal fondovalle). Un'opera cui si cominciò a lavorare nel 1886, e la cui costruzione durò molto più del previsto, con costi umani elevati: si lavorava al gelo in esterno e in condizioni di caldo estremo dentro i tunnel, in condizioni igieniche disastrose. Morirono 30 operai, 29 dei quali italiani (come spesso accadde in quel secolo, dall'unico infortunio letale durante la costruzione della Torre Eiffel a Marcinelle). Il loro sacrificio è ricordato in una lapide nel Palazzo del Ghiaccio.
La linea ferroviaria è stata tracciata nel cuore delle Alpi Bernesi, a Nord della favolosa triade Eiger-Mönch-Jungfrau, i tre maestosi "4mila", o quasi, nel caso dell'Eiger più riprodotti nelle confezioni di cioccolata elvetiche assieme alla Nord del Cervino. Ci si arriva, dall'Italia, con uno di quei lunghissimi giri, evitabili in parte, magari prendendo un treno a Iselle, in Val d'Ossola, per approdare a Goppenstein, tagliando prima il Sempione e poi le Alpi Bernesi. Da lì si va a Interlaken, il capoluogo della Regione della Jungfrau, bella cittadina lacustre, non ancora montana. Da lì si può arrivare direttamente allo Jungfraujoch, con doppio cambio di treni, passando da Grindelwald (Ovest), o da Lauterbrunnen e Wengen (Est). 
Ma per gustare, al meglio, l'ascesa, è forse meglio insinuarsi con i propri mezzi in una delle due valli parallele. In ogni caso, Grindelwald e Lauterbrunnen sono le due ultime destinazioni raggiungibili in auto. In entrambi i paesi, per chi non sceglie una sistemazione alberghiera in loco, non c'è scampo: parcheggio aperto o silos, il mezzo privato resta lì. A quel punto comincia l'ascesa: quasi 3mila metri da Lauterbrunnen, 500 in meno da Grindelwald. In entrambi i casi, un'atmosfera slow, ben diversa da quella che si respira nelle teleferiche. Il viaggio fino allo Jungfraujoch dura quasi due ore, e ci sono, soprattutto dal lato Est, molte tappe intermedie: naturalmente, con il biglietto di andata e ritorno si può decidere di fare tutte le soste. Fino al grande nodo del Kleine Scheidegg, quota 2mila, dove i due rami della linea si ricongiungono, si viaggia perlopiù all'aperto e il colore dominante è il verde. Arrivati a quello che è uno straordinario hub ferroviario d'alta quota, si cambia treno, passando da un normale convoglio di montagna a scartamento ridotto alla cremagliera vera e propria. E le pendenze si fanno più aspre.

Tra Kleine Scheidegg e Eigergletscher, si possono ammirare le pendici del ghiacciaio (dell'Eiger, appunto), e la massa bianca - seppure in contrazione - della Jungfrau. Poi si entra nel tunnel, sconsigliato a chi soffre di claustrofobia, affascinante per tutti gli altri. Ci sono due soste, all'interno della mitica parete, una delle ultime a essere domate sulle Alpi: in entrambe le stazioni, una volta scesi, si  è catapultati in caverne create dall'uomo, alle cui estremità sono state affisse pareti di vetro per assaporare il brivido del vuoto, in sicurezza, dall'interno dell'Eiger: proprio da una di queste stazioni, viene soccorso Clint Eastwood nella sua ascesa nel suo "Assassinio sull'Eiger" del 1975. Poi la cima, a 3.454 metri, con ulteriore ascensore che porta ai 3.570 dell'osservatorio astronomico "Sphynx". Da lì favolosa vista verso sud, sul maestoso inizio dell'Aletschergletscher, il ghiacciaio più lungo delle Alpi, e della sua origine, un immenso plateau bianco chiamato Konkordiaplatz. Nella parte terminale del tunnel ricavato per costruire la ferrovia, una sorta di Palazzo del ghiaccio, arricchito in aprile, giusto in occasione del centenario, con un nuovo ramo chiamato Alpine Sensation. 
A tutt'oggi uno dei "tetti" delle Alpi (solo al Piccolo Cervino di Zermatt e all'Aiguille du Midi nel massiccio del Bianco si arriva più in alto non con mezzi propri), lo Jungfraujoch è uno dei più impressionanti belvedere alpini, imperdibile per gli amanti del genere e non solo per loro. I prezzi svizzeri possono essere in qualche modo neutralizzati utilizzando le numerose offerte anche specifiche per il centenario (come ad esempio quelle proposte dal sito della stessa Jungfrau Railway Holding). Pacchetti albergo-ferrovia che costano meno del biglietto stesso, opzioni multipass per i vari ulteriori impianti di cui la regione dispone, come ad esempio l'altra cremagliera che porta da Lauterbrunnen a Mürren, altro villaggio car-free, su un pendio estremamente ripido. O anche solo per salire, una seconda volta, fino al Kleine Scheidegg e poi scendere a piedi, lungo un sentiero che a tratti costeggia la famosissima pista da discesa libera del Lauberhorn, la più lunga della Coppa del mondo di sci alpino. Dove la montagna è ancora vera, nonostante il ghiaccio che scioglie.

Verbania chiama Varese: "Insieme facciamo l'Insubria"


http://www.laprovinciadivarese.it/stories/varese%20citt%C3%A0/305004_verbania_chiama_varese_insieme_faciamo_linsubria/


30 luglio 2012 * La Provincia di Varese - Cronaca

Verbania chiama Varese: "Insieme facciamo l'Insubria"
VARESE La Provincia d'Insubria potrebbe veramente divenire realtà. Se a gettare un ponte è un amministratore del Pdl, e non leghista, che per giunta guida la provincia del Verbano Cusio Ossola, quindi sotto un'altra regione, significa che qualcosa si muove. La provocazione di Massimo Nobili, presidente pidiellino del Vco, è infatti chiara: «Se il governo abolisce il nostro ente, vogliamo andare con Varese».
Nobili, affiancato dalle parti sociali, ha tenuto nel fine settimana una riunione della "cabina di regia" territoriale. All'ordine del giorno la Spending review del governo Monti e le ripercussioni a livello locale sulle province.
«Ho illustrato ai presenti quali sono le conseguenze dei tagli di 3,9 milioni di euro - ha spiegato Nobili - ai costi intermedi nell'esercizio in corso. È stato compreso come questo ci metta in una situazione di reale difficoltà, nell'assicurare servizi quali la gestione delle scuole superiori, che annualmente per la manutenzione straordinaria e pagamento delle utenze richiede un milione e mezzo di euro».
Erano presenti alla cabina di regia le amministrazioni comunali di Verbania, Omegna e Domodossola, Cgil, Cisl e Uil, Camera di Commercio Unione Industriali, Confartigianato, CNA, Confesercenti, Api, Ance, Distretto Turistico, Gal, Federalberghi e Associazione Artigiani Valstrona.
Tutti insieme hanno manifestato la loro posizione riassumibile in due soluzioni, fatto salvo il riconoscimento di ente di primo grado.
«Si è convenuto che la creazione di una grande provincia di quadrante, con novecentomila abitanti e la potenzialità di diversi distretti industriali - continua Nobili - aprirebbe scenari futuri di sviluppo grazie alla forza di un ente intermedio che per dimensioni sarebbe tra i primi di tutto il Nord Italia. La seconda opzione, in una situazione di riassetto territoriale globale, ci porta a un'apertura verso la Lombardia, per disegnare un futuro in più stretto collegamento, date le evidenti affinità, con Varese, il nostro naturale territorio di riferimento. Certo più complessa nell'essere perseguita, ma una strada che può essere tentata solo in un momento come questo, di revisione totale dei confini territoriali».
Un progetto che non dispiace al presidente della Provincia di Varese Dario Galli (Lega Nord), che sul tema era già intervenuto: «Arrivare a una Provincia dell'Insubria non è facile, ma possibile. Ho già saputo dell'ipotesi di Verbania. Adesso dobbiamo lavorare sulla volontà politica di arrivarci. E non è cosa facile».

domenica 29 luglio 2012

Province: Verbania guarda a Varese

http://edizioni.lastampa.it/vco/articolo/lstp/13442/

29.07.2012 * IL TAGLIO DEGLI ENTI INUTILI

Province: Vercelli non vuole unirsi a Novara. Verbania guarda a Varese


Il consiglio provinciale di Novara riunito a palazzo Natta

Il presidente Sozzani: "Bisogna superare i campanilismi per far crecere i nostri territori"

ERICA ASSELLE
«C’è un’attenzione anomala da parte dei novaresi verso il nostro territorio. Perché proprio ora?». Se lo chiede il presidente della provincia di Vercelli, Carlo Riva Vercellotti, che storce il naso all’ipotesi del «Quadrante» con Novara, Verbania e Biella. «Ci meritavamo un’attenzione del genere anche prima - commenta -, quando non si parlava ancora di accorpamento. Specialmente su temi come la sanità, l’università e la viabilità». Contro l’idea di unire i due distretti-rivali è in cantiere una raccolta firme da proporre a ogni sindaco del vercellese per testimoniare la volontà del territorio di tornare con Biella.

La presa di posizione è condita di riferimenti specifici: «Ci avrebbe fatto piacere che si dedicassero a noi quando c'erano da completare tratti di strada in comune fermi ancora adesso - dice Riva Vercellotti -. Penso al ponte tra Gattinara e Romagnano, un cantiere infinito che si trascina da anni. Senza contare la tangenziale per Romagnano, ancora da concludere. E i pozzi petroliferi di Carpignano? Mai stati coinvolti».

Secondo gli amministratori vercellesi, serviva maggior attenzione, in passato. «Siamo sempre in attesa dell’allargamento della strada tra Novara e Vercelli - continua Riva - che prevede anche una circonvallazione tra Orfengo e Cameriano».

I sindaci vercellesi hanno intenzione di presentarsi compatti alla prossima riunione del Consiglio delle autonomie locali, spingendo per una Provincia tripolare Vercelli, Biella e la Valsesia.
La replica del presidente Sozzani è circostanziata: «Fuor di ogni polemica, rispetto la posizione del collega Riva Vercellotti con cui ho un ottimo rapporto. Per quanto riguarda i lavori pubblici citati, purtroppo, siamo soggetti ad una legge che comporta tempi lunghi. E’ così per la tangenziale di Romagnano, in fase di appalto, con lavori che spero inizino al più presto. Per quanto riguarda il tratto tra Novara e Vercelli, è di competenza regionale e abbiamo sollecitato più volte l’intervento. A proposito dei piccoli lavori, abbiamo fatto una ricognizione delle cifre e delle priorità su cui intervenire».

«Potremo confrontarci personalmente anche la prossima settimana visto che sono stato invitato alla festa del santo patrono di Vercelli - aggiunge Sozzani che prosegue -. Credo nella libertà di scelta: non c’è nessuna coercizione, ma un progetto di rilancio dei territori che guardano verso la Lombardia, ad esempio per Malpensa o l’Expo 2015, più che a Torino. Non c’è da parte di Novara l’intenzione di “assoggettare” nessuno, ma la volonta di costruire un nuovo ente più grande, più forte e competitivo».

Intanto il Verbano-Cusio-Ossola prospetta due soluzioni: o il quadrante con Biella, Novara e Vercelli o un avviciamento al territorio più omogeneo del Varesotto.  Nel dibattito (su La Stampa del 29 luglio) intervengono parlamentare e amministratori e anche il presidente della Regione Roberto Cota che presto agirà perché, dice , "così non si va da nessuna parte".

Vie d'acqua verso il Duomo di Milano, le Cave di marmo di Candoglia in Val d'Ossola

http://www.avvenire.it/Rubriche/Pagine/L'indice/Rai%205%20%20vie%20d%20acqua%20verso%20il%20Duomo_20120729.aspx?Rubrica=L'indice

29/07/2012 * Rubriche

A cura di Mirella Poggialini

Rai 5, vie d'acqua verso il Duomo
Viaggiare a ritroso nel tempo e sull'acqua di fiumi e canali per ritrovare, insieme al gusto di un'esistenza antica, la volontà corale e tenace di un popolo che fa nascere una cattedrale per segnare la sua fede e la sua appartenenza. Nella poesia di immagini in cui ombre e nebbie velano paesaggi che svariano nelle stagioni, Rai5 ha proposto – una puntata venerdì sera – un documentario che ha la ricchezza di un film, Spartiacque - La cattedrale sull'acqua (chi lo abbia perso, lo ritrova sul sito internet di Rai5). Un toscano a Milano – Guido Morandini – si interroga di fronte alla candida bellezza del Duomo e decide, con l'aiuto di un vecchio amante del fiume, Angelo Bosio, di riscoprire la storia della sua costruzione ripetendo a ritroso il tragitto che dalle cave di Candoglia in Val d'Ossola, alla fine del Quattrocento, per secoli portò in città su via d'acqua i marmi necessari. Su un esile barchino eccoli allora, i due amici, passare dal Po al Ticino al Lago Maggiore al Toce: e cogliere, di ogni luogo, lo spirito e la magia, mentre Campione dà modo di ricordare l'abilità non perduta di coloro che il marmo lo scolpirono con immagini ricche di fascino. Acque calme e velate da foschia gelosa, luoghi sereni in cui la natura domina la visione, cui si affaccia sul Naviglio Grande, al ritorno verso Milano, la Certosa di Pavia: mentre le immagini del canale, che illustrano la genialità degli architetti che fecero di Milano il più grande porto interno, ricordano quanto per secoli il lavoro sia stato la spina portante di un popolo operoso. Un docu-film, questo, in cui prevale il senso del sorriso e la bellezza della fotografia diventa didascalia intrinseca e si anima di fantasia. Vien voglia, alla fine, di ripercorrere il percorso ardito del "barcé", almeno attraverso le immagini: ed è un pregio del lavoro di chi le ha catturate e proposte.

sabato 28 luglio 2012

Il traffico torna regolare sulla linea del Sempione, dopo l'allagamento della galleria elicoidale di Varzo

http://edizioni.lastampa.it/vco/articolo/lstp/13407/

28.07.2012 - LA STAMPA > VCO

VARZO

Il traffico torna regolare sulla linea del Sempione


Disagi per diverse ore alla stazione di Varzo

Ripristinata la circolazione dopo il black out di ieri sera alla galleria di Varzo

RENATO BALDUCCI
E' stata ripristinata in mattinata la circolazione sulla linea del Sempione. Il traffico ferroviario era stato interrotto venerdì sera per l'allagamento della galleria elicoidale di Varzo, causato dai rii che corrono nella roccia, all'interno del tunnel. Entrambi i binari sono stati riattivati dai tecnici della ditta che sta eseguendo lavori sulla linea che collega l'Italia alla Svizzera.  La situazione è quindi tornata alla normalità. Nell'elicoidale, a pochi chilometri dalla galleria del Sempione, sono previsti lavori di messa in sicurezza, programamti da tempo dalle Ferrovie. Lavori che inizieranno il 12 agosto.

Stazione d'Iselle: ascensore fermo in attesa di definire chi si deve assumere i costi di gestione

http://www.ossolanews.it/ultime/index.php?option=com_content&view=article&id=5746:stazione-diselle-ascensore-fermo-in-attesa-di-definire-chi-si-deve-assumere-i-costi-di-gestione-traffico-ferroviario-ripristinato&catid=1:ultime&Itemid=50

28-07-2012 * ISELLE

Stazione d'Iselle: ascensore fermo in attesa di definire chi si deve assumere i costi di gestione.
Traffico ferroviario ripristinato.

Prima o poi bisognerà che per la stazione internazionale d'Iselle qualcuno metta mano al portafogli. Impensabile che ad accollarsi tutti i costi sia il piccolo comune di Trasquera, che dovrebbe creare un posteggio per centinaia e centinaia di frontalieri che quotidianamente usufruiscono dell'ultima stazione italiana per raggiungere il posto di lavoro, pagare contratti per illuminazione e soprattutto pulizia, incluso il servizio per l'immondizia depositata da migliaia di utenti in transito ogni anno dal Sempione. Un esempio paradigmatico delle problematiche della stazione e'l'ascensore che dal livello stradale della SS. 33 raggiunge la stazione, ascensore che diverrà utilissimo se verra creato il posteggio per i frontalieri al posto del campo di calcio nei pressi del Diveria, ma che per ora rimane fermo perché nessuno, ferrovie, comune o altro ente che dovrà accollarsene la manutenzione, ha stipulato il contratto con Enel per dargli energia e funzionare. In attesa dei lavori delle prossime settimane, con asfaltate varie, e' stata ripristinata sabato mattina  la circolazione sulla linea del Sempione interrotta venerdi sera per allagamento della galleria elicodiale di Varzo causato dai rii che corrono nella roccia all'interno del tunnel. Entrambi i binari sono stati riattivati dai tecnici della ditta che sta eseguendo lavori sulla linea che collega l'Italia alla Svizzera,  sono previsti lavori di messa in sicurezza che  inizieranno il 12 agosto.
ascensore iselle


venerdì 27 luglio 2012

lettera ai Presidenti delle Provincie del Verbano-Cusio-Ossola e di Varese: La nuova Provincia guardi a VCO e Varese


http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/articolo.php?id_articolo=239919



27/07/2012
Mauro Montagna - Sindaco Inarzo


Montagna:"La nuova Provincia guardi a VCO e Varese"


Il sindaco di Inarzo ha inviato una lettera ai Presidenti delle Provincie del Verbano-Cusio-Ossola e di Varese, nonché ai due Sindaci di Verbania e Varese

Mauro Montagna è sindaco di Inarzo. Ha inviato una lettera ai Presidenti delle Provincie del Verbano-Cusio-Ossola (dott. Massimo Nobili), e di Varese (ing. Dario Galli), nonché ai due Sindaci di Verbania (dott. Marco Zacchera) e Varese (avv. Attilio Fontana) proponendo di avanzare congiuntamente la proposta di unire le due provincie nella prossima riorganizzazione territoriale prevista dalla Spending Review.

***
Egregio direttore,
da Sindaco sto vivendo con impegno e preoccupazione il processo di ristrutturazione istituzionale e con particolare attenzione sia al rischio di smontare una struttura efficiente (Varese) di cui quotidianamente riscontro l’efficienza e le capacità, sia al rischio di cancellare quanto costruito in questi vent’anni con la Provincia di Verbania (la mia città natale).

Mi rivolgo quindi a Voi per avanzare la proposta di portare avanti insieme la richiesta di unire le due provincie per crearne una nuova che oltre a rispettare (ampiamente) i nuovi parametri definiti dal Governo, abbia una razionalità organizzativa forte e costituisca un progetto di futuro per questo territorio.

In breve le principali argomentazioni che Vi sottopongo sono:

1. Riportare Verbania nel suo ambito geografico e territoriale naturale lombardo, riparando all’errore del trattato di Worms riportato per quasi tre secoli: legami produttivi, commerciali, trasporti, istruzione fanno di Verbania una “Provincia Lombarda” come evidenziato anche dal territorio della Fondazione Cariplo

2. Mantenere per Varese una provincia a scala ed articolazione territoriale efficiente ed omogenea, prealpina ed insubrica

3. Razionalità gestionale ed organizzativa per le competenze di ambiente, viabilità e trasporti per appartenenza al medesimo ambito (Malpensa, Sempione, Pedemontana, Voltri-Sempione)

4. Riunione delle sponde del Lago Maggiore facendolo tornare ad elemento unificante e non più elemento che divide: trasporti, sviluppo turistico, collegamenti potranno avvantaggiarsi dalla nuova realtà istituzionale

5. Potenziamento delle capacità di costituire il principale interlocutore nei confronti delle realtà produttive svizzere oltre confine, potendo mettere in gioco infrastrutture ed aree produttive d’eccellenza nelle relazioni con importanti bacini produttivi svizzeri (Mendrisiotto, Luganese, Sopraceneri, Vallese)

Verbania e Varese distano meno di 30 chilometri in linea d’aria, meno di 40 minuti con i mezzi pubblici, già ampiamente disponibili: Novara e Como non hanno potenzialità altrettanto favorevoli ed equilibrate per l’unione.

Per Verbania lo spostamento in Lombardia porterà di per se stesso una piccola rivoluzione con l’approccio più competitivo che contraddistingue le amministrazioni lombarde e con una normativa regionale più aperta.

Per Varese l’unione con Verbania permetterà di sviluppare con nuove e preziose risorse una realtà amministrativa efficiente che rischia di essere irragionevolmente “smontata”.

Nell’attuale quadro di riorganizzazione degli enti è necessario rintracciare le opportunità che si vengono a creare con la fiducia di poter guidare e scegliere il proprio destino e questa responsabilità è in capo a Voi.

Ritengo che la proposta sia coerente con le finalità che hanno mosso il Governo italiano ad avviare la trasformazione delle Provincie, e la sviluppa virtuosamente con la capacità di pensare oltre gli schemi consueti che richiede questo momento storico.

Vi invito a programmare un incontro al fine di confrontarVi sulla proposta ed intraprendere le necessarie azioni per verificare la fattibilità amministrativa della proposta.

Vi porgo i miei migliori saluti.
Mauro Montagna

Linea del Sempione, gli amministratori promuovono i lavori

http://edizioni.lastampa.it/vco/articolo/lstp/13279/

27.07.2012 * Domodossola

Linea del Sempione, gli amministratori promuovono i lavori
Ieri sopralluogo per controllare gli interventi sulla messa in sicurezza

Renato Balducci

«Sono stati fatti gli investimenti per garantire la sicurezza sulla linea del Sempione». E’ il commento di Antonio Leopardi, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Domodossola, dopo poco più di un’ora di sopralluogo lungo la linea del Sempione. Le Ferrovie svizzere e italiane hanno fatto viaggiare, su un locomotore, due amministratori ossolani e due esponenti del comitato che combatte i rumori dei treni. L’intenzione era di mostrare gli interventi eseguiti per mettere in sicurezza un tracciato nel quale, tra dicembre e marzo, si sono verificati quattro incidenti: un infortunio sul lavoro, lo svio di due carri merci e il deragliamento di un vagone dell’Eurocity Venezia Ginevra. «Per quanto riguarda la linea, cioè scambi, rotaie e altra attrezzatura di servizio, abbiamo preso atto che le Ferrovie sono intervenute con decisione» ammette Leopardi, ospite assieme a Gianni Rondinelli. Il sindaco di Crevoladossola, nei mesi scorsi, aveva fatto pressing su Rfi per ottenere garanzie sulla sicurezza della tratta che va verso il confine. Rondinelli si è detto soddisfatto della disponibilità dimostrata anche ieri dalle Ferrovie: «E’ positivo il dialogo su temi così importanti. Lo scopo era di verificare cosa si sta facendo sulla linea: devo dire che il tratto è stato rifatto a nuovo. Abbiamo comunque chiesto il cronoprogramma sui lavori restanti, come quelli alle gallerie che le ferrovie devono mettere in sicurezza».

giovedì 26 luglio 2012

Chiuso da domani il parcheggio di Iselle

http://edizioni.lastampa.it/vco/articolo/lstp/13194/

26.07.2012 * Trasquera

Chiuso da domani il parcheggio di Iselle
Disagi per i frontalieri che partono per il Vallese

Renato Balducci

Disagi per i frontalieri e turisti. Da domani è vietato parcheggiare le auto nel piazzale della stazione di Iselle. La decisione è stata presa per consentire alcuni lavori. Il Comune di Trasquera metterà a disposizione degli utenti il parcheggio che sorge nell’ex area Enel poco oltre la statale.


Il parcheggio davanti la stazione di Iselle

mercoledì 25 luglio 2012

Provincia Verbano-Cusio-Ossola, l'arringa per salvare la Provincia

http://edizioni.lastampa.it/vco/articolo/lstp/13083/

25.07.2012 * VERBANIA

Vco, l'arringa per salvare la Provincia


In Senato gli emendamenti di Zanetta, Nobili tenta allenze con Lombardia e Veneto e da Varese arrivano proposte di unire le due sponde del lago

FILIPPO RUBERTA'
L'imperativo è salvare i servizi che ci sono sul territorio, perché da settembre, secondo i timori lanciati dall'Unione delle province, c'è il rischio di non poter garantire il trasporto scolastico e la manutenzione di scuole e delle strade. E' per questo che la battaglia per tenere in vita le Province, o comunque degli enti intermedi, si sta giocando su tutti i tavoli.
Lunedì nella sua veste di guida dell'Upi (Unione province italiane) piemontese il presidente del Vco, Massimo Nobili, ha incontrato i suoi colleghi di Veneto e Lombardia a Verona.

Di pari passo il senatore Valter Zanetta si sta muovendo a Palazzo Madama, dove alla commissione Bilancio (di cui fa parte) sono stati presentati oltre duemila emendamenti al decreto del governo. Sue le proposte di escludere dal taglio le province montane al 90% e confinanti con uno Stato estero.

Intanto si moltiplicano le proposte per guadare anche a unioni con la Lombardia. Dopo il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, che ha lanciato l'idea di una Regione Cisalpina, corrispondente all'attuale Insubria, con Vco, Varese, Como e Lecco, c'è un nuovo progetto. E' quello del sindaco di Inarzo (Varese), Mauro Montagna, che prevede di unire Varese e Verbania per riportare quest'ultima «nel suo ambito territoriale naturale lombardo, riparando l'errore del trattato di Worms».

Simplon-Bahnlinie: Sperre zwischen Iselle di Trasquera und Domodossola

http://www.verkehrsrundschau.de/simplon-bahnlinie-sperre-zwischen-iselle-di-trasquera-und-domodossola-1141719.html

25.07.2012 * Transport + Logistik

Simplon-Bahnlinie: Sperre zwischen Iselle di Trasquera und Domodossola

Bern. Wegen Sanierungsarbeiten auf der italienischen Seite der Simplon-Linie ist der Bahnverkehr zwischen Iselle di Trasquera und Domodossola unterbrochen. Das teilten die Schweizerischen Bundesbahnen (SBB) am Dienstag mit. Die Sperre dauert von Sonntag, 12. August ab 21.30 Uhr, bis Sonntag, 2. September 2012. Auch der Güterverkehr ist davon betroffen und wird laut SBB zum Teil via Gotthard-Strecke umgeleitet. Die Autozüge zwischen Brig und Iselle di Trasquera sind vom Streckenunterbruch nicht betroffen und verkehren wie gewohnt. (diwi)


Ein Güterzug der SBB Cargo in der Schweiz

Provincia Verbano-Cusio-Ossola fra le 10 province più cliccate su Tirpadvisor

http://www.mondointasca.org/articolo.php?ida=23271&sez=15

25/07/2012 * Internet

Monza e Brianza la provincia più "cliccata"

TripAdvisor, sito di recensioni di viaggio, ha svelato la Top 10 delle province italiane che hanno ottenuto il maggiore aumento d’interesse presso i viaggiatori, secondo il traffico dati sul sito TripAdvisor.it. La provincia di Monza e Brianza guida la classifica delle province Italiane che hanno riscosso il più alto aumento d’interesse, seguita da Lecco e Lodi. Degno di nota anche il fatto che 5 province su 10 fra quelle nella Top 10 appartengono alla regione Lombardia. Al quarto posto troviamo la provincia di Isernia (Molise) seguita nell'ordine dalle province di:Pavia, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Avellino, Milano e Biella.

Trasporto pubblico ferroviario in Italia: i politici lo liquidano senza curarsi dei cittadini, e lo sostituiscono con trasporti stradali a carico diretto dei contribuenti italiani (sia come costi sia soprattutto per le gravi conseguenze sulla collettività in termine di mancati servizi, inquinamento, rumore, traffico)

http://www.ilcorrieredelverbano.it/cms/trasporto-ferroviario-e-le-ricette-della-crisi

25 Luglio 2012


Trasporto ferroviario e le ricette della crisi

Diffuse rivolte contro i tagli e il caso Lombardia – La linea Luino e la presa di posizione della Provincia di Varese
C'è chi in Italia, terrorizzato dalla crisi economica, vuol dare una mano alla "revisione della spesa pubblica" sforbiciando su linee ferroviarie ritenute improduttive e tagliando treni ai pendolari.
Tagli…
Il traffico delle merci? Meglio affidarlo al trasporto su gomma che utilizza le strade con costi che gravano sulla fiscalità generale. Non importa se i tir, gravati dal continuo aumento del prezzo del carburante, incidono sull'aumento dei costi e inquinano mille volte più dei treni. Meno treni passeggeri? Utilizziamo i bus. E' quanto sta avvenendo da nord a sud con regioni o amministratori locali che si apprestano a subire soppressioni e smantellamento di linee ferroviarie. Mancano le risorse? E allora salviamo bilanci e Paese facendo viaggiare uomini e merci su strada.
…e rivolte
Un consigliere provinciale di Viterbo ha profetizzato: «Senza ferrovia non c'è futuro». Per il 26 luglio il ministero dei trasporti ha convocato mezza Italia per ascoltare le ragioni di Trenitalia e di Valle d'Aosta, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Sardegna, Veneto, Province autonome di Trento e Bolzano. Le Fs sono preoccupate per la mancanza di risorse, le province e le regioni non vogliono saperne di appiedare i pendolari. Le associazioni del Piemonte, penalizzato dal taglio di centinaia di chilometri di rotaia e trasporti regionali, hanno addirittura chiesto soccorso ai treni di Trenord della vicina Lombardia, dove il trasporto pubblico locale marca meglio. In provincia di Napoli un sindaco ha deciso di tagliare dalle pagine della storia e dal territorio della sua città un tratto della prima linea ferroviaria italiana (1839) con annessa stazione.
Eccezione Lombardia
In Lombardia, per fortuna, si marcia in controtendenza, affrontando l'emergenza finanziaria con lucidità e si guarda con interesse perfino ad aumentare del 10% la mobilità ciclistica con un "Piano regionale". La Regione si muove varando leggi sulla "Disciplina del settore dei trasporti" (L.R. n.6 del 4/4/2012) e si adopera per non abbandonare il trasporto pubblico, rivitalizzare le infrastrutture ferroviarie, privilegiando i treni e dare vita ad alleanze a tutto campo per non trovarsi impreparati al dopocrisi.
Nei primi di luglio in un "Tavolo regionale per la mobilità delle merci" ha preso il via un "Protocollo d’intesa" con Rfi, Fnm, imprese ferroviarie e gestori degli impianti di logistica per: sviluppo ed integrazione della rete ferroviaria; aumento della capacità d’interscambio modale strada-ferrovia; miglioramento del trasporto merci ferroviario lombardo. Tutti insieme mirando con realismo al quadro di programmazione "possibile" ed al rimedio delle "criticità segnalate". Appuntamento ad ottobre per sottoscrivere un accordo al fine di eliminare i «colli di bottiglia - così definiti dall'assessore Raffaele Cattaneo, patron del tavolo di lavoro - che riducono notevolmente il traffico merci su ferro».
Tassello Luino
Lasciare che dei 401 milioni di tonnellate di merci il 93% in Lombardia viaggi su gomma e solo il 7% su ferro non è incoraggiante. Mano, quindi, ad uno sviluppo strategico della rete che gioverà anche al servizio passeggeri. Allungamenti di binari, soppressioni di passaggi a livello, aumento del profilo delle gallerie e nuovi terminal.
Luino costituisce un tassello di quanto bolle nella pentola regionale delle infrastrutture. Nella giusta direzione si muove anche la Provincia di Varese. Il consiglio provinciale del 19 luglio ha approvato all'unanimità una mozione presentata dal luinese Paolo Enrico, sostenuto dal collega Pierangelo Rossi, a sostegno del rilancio della nostra linea ferroviaria. Temi trattati: sicurezza dei trasporti, impatto ambientale, disturbo acustico, passaggio a livello cittadino, compatibilità del traffico merci e passeggeri. Un programma nel quale dovrà essere coinvolto il comune di Luino che dal 2010 è impegnato per affidare le sue istanze a Fs, Canton Ticino, aziende ferroviarie e regione.
L'esito positivo dei treni Tilo da Bellinzona a Malpensa (Il Corriere del Verbano del 18 luglio) incoraggia a non tirare i remi in barca.
Giovanni Mele ninomele35@gmail.com 

Ferrovia Bellinzona-Luino: Alptransit e scenari italiani

http://www.ilcorrieredelverbano.it/cms/ferrovia-bellinzona-luino-campo-anche-la-provincia-di-varese

25 Luglio 2012

Lago Maggiore e dintorni

Ferrovia Bellinzona-Luino, in campo anche la Provincia di Varese

Mappa
Il futuro bussa anche alle porte della linea ferroviaria Bellinzona–Luino–Gallarate/Novara e Comune di Luino e Provincia di Varese si mobilitano su aumento del traffico merci e impatto sul territorio.
Il problema è stato affrontato, prima, il 3 luglio a Palazzo Serbelloni (vedi Corriere del Verbano.it del 18 luglio) e, poi, il 17 luglio a Villa Recalcati, dove il consigliere provinciale Paolo Enrico ha presentato una mozione votata all’unanimità dall’assemblea.
Alptransit e scenari italiani
Nel 2017 sarà ultimata la galleria di base Alptransit, tratto elvetico del “Corridoio dei Due Mari” Genova–Rotterdam previsto dal sistema dei collegamenti europei Trans European Network (TEN). A cascata, come ha ricordato Enrico, si prospettano tre scenari di connessione: linea del Sempione, che risulta il raccordo naturale con il tunnel del Lötschberg; Gronda Est via Seregno-Como-Chiasso, la cui sistemazione presenta tempi e risorse incerte; Gronda Ovest Bellinzona-Luino-Novara, linea a binario semplice inaugurata nel 1882.
Luino e accordo Fs-Ffs
Considerando l’avanzata di Alptransit e i ritardi della Gronda Est, «l’opzione Luino - ha sottolineato Enrico - sembra, nei fatti, essere la più strategica e utile a fronteggiare il progressivo incremento delle tracce ferroviarie». La controprova è l’accordo dell’11 maggio 2001 tra Ferrovie dello Stato e Ferrovie Federali Svizzere per lo sviluppo della rete Luino in due fasi. La prima prevedeva il passaggio da 50 a 75 “tracce” merci giornaliere entro il 2005 ed è stata attuata; la seconda invece punta a un incremento a 90 delle tracce merci giornaliere entro il 2017 e per la sua realizzazione sono ancora in corso valutazioni economico-finanziarie. Inoltre - ha aggiunto Enrico – «uno studio di fattibilità commissionato al PIM (centro studi per la programmazione intercomunale dell’area metropolitana) propone un sistema pressoché interrato al 90% per lo sviluppo della gronda Ovest in ragione della salvaguardia dei territori turistici del lago Maggiore».
Questioni aperte
Il trasporto delle merci, insomma, è vitale per l’economia nazionale e regionale e la ferrovia gioca un ruolo strategico nel trasferire le merci dalla gomma alla rotaia con evidente ritorno positivo in termini ecologici. D’altro canto, tra infrastrutture e territori è innegabile un problema di compatibilità in ordine a sicurezza, disturbo acustico e vibrazioni dei binari, intreccio di traffico merci e passeggeri, compensazioni.
La soluzione di tali questioni non può essere né trascurata né soprattutto calata dall’alto. «L’attuazione del programma di potenziamento della linea "Luino” - ha chiesto Enrico -deve essere sviluppata con il coinvolgimento del Comune di Luino stesso». Il consiglio provinciale ha accolto all’unanimità la sua mozione e ha dato mandato alla giunta di «attivarsi presso Regione Lombardia, Settore Infrastrutture, e presso tutti gli altri enti coinvolti nel presente progetto».